L’acciaio secondo Niner: “un vero capolavoro”

SIR9 2013: classic heritage for next generation – steel ri-evolution.

Passare da due modelli ad uno potrebbe sembrare una sorta di “spending review”, ma l’opera di rinnovamento di Niner ai suoi “classici” è frutto di un processo evolutivo ben preciso.
Rinnovare quello che è giudicato da molti un grande classico è un’operazione più facile a dirsi che a farsi. L’immagine che la MCR9 e la SIR9 hanno creato è talmente solida da farle sembrare insensibili al trascorrere del tempo.
Come si suol dire “a classic is a classic”!
Metter mano ad un classico senza tempo avrebbe fatto gridare allo scandalo i puristi del settore e gli amanti dell’acciaio in formato 29 pollici e questo ha rappresentato un ulteriore guanto di sfida per lo staff tecnico.

Tuttavia in questi anni il mercato si è evoluto a tal punto da spostare non solo i limiti costruttivi delle moderne mountain bikes, ma anche da orientare il biker verso nuovi prodotti e componenti che non solo innalzano il livello generale del prodotto, ma contribuiscono a donare un’immagine più fresca ed attuale ai canoni stilistici e costruttivi odierni.

Niner, non solo brand attento al mercato, ma anche protagonista e creatore in tal senso di nuove tendenze sul 29 pollici, ha deciso di ridare lustro ai suoi classici racchiudendo in un unico modello tutte le peculiarità che avevano fatto delle “steel sisters” dei best sellers in senso assoluto.
Cercare di non rompere quel legame che lega il “vecchio” al nuovo e allo stesso modo rendere un prodotto “classico” più trendy e performante ha messo a dura prova Niner.

Per qualcuno potrebbe trattarsi di una semplice evoluzione, per qualcun altro invece di una vera e propria rivoluzione.
Noi preferiamo definirla “Ri-evoluzione”. Un sottile gioco di parole che ci piace usare per rendere al meglio il concetto di rinnovamento della nuova SIR9. Una evoluzione del concetto originario che ha portato alla nascita delle hardtails in acciaio, una rivoluzione per come l’acciaio di nuova generazione si affaccia a nuovi canoni costruttivi e progettuali.

Due gusti è meglio che one, recitava lo spot di un gelato negli anni ’90.
In Niner invece la pensano esattamente al contrario. Riunire in una sola mountain bike il meglio delle progenitrici.
Se la MCR9 era la hardtail preferita da chi desiderava esclusivamente un montaggio geared e la SIR9 per i cultori del singlespeeding, la nuova SIR9 013 fonde entrambi le caratteristiche in un unico modello. E possiamo garantire che di carne al fuoco ce n’è davvero tanta!
Ciò che contraddistingueva le sorelle in acciaio dal resto della concorrenza era sicuramente la qualità dell’acciaio con cui erano realizzate. Reynolds pertanto si riconferma partner privilegiato di Niner per la nuova SIR9 introducendo proprio con l’ultima nata il nuovo acciaio 853 DZB e 631.

DZB: Double Zone Butted – la nuova frontiera dell’acciaio.

Non stiamo dando i numeri bensì l’ultimo e recente step evolutivo di Reynolds per i telai in acciaio. Prima di addentrarci nei dettagli va ribadito che il processo che ha portato alla nascita della nuova SIR9 my13 includeva diversi aspetti:

  • ri-elaborazione del concetto di telaio in acciaio per 29 pollici con materiali di altissima qualità
  • rigidità dove serve, feeling inalterato
  • poliedricità
  • qualità e finiture da riferimento

Il primo step concernente la ricerca della massima qualità esigibile in termini di materiali è passata dall’ultima evoluzione di Reynolds che proprio per lo stretto legame con Niner ha introdotto il nuovo 853 DZB.
Il concetto DZB, acronimo di Double Zone Butted, prevede la “differenziazione” di customizzazione dei tubi a seconda di quale parte del telaio si tratta e del tipo di sollecitazioni cui è sottoposta.

Attraverso il controllo degli spessori è possibile gestire la rigidità del tubo non solo in base di quale parte del telaio si tratti, ma anche di quale parte del tubo! Pertanto avremo spessori più marcati in zona sterzo e movimento centrale e spessori differenziati nella zona centrale. Più rigidità agli estremi, più morbidezza al centro.
Il nuovo processo DZB offre così al cliente un telaio che mantiene il classico feeling dell’acciaio, ma aggiunge la rigidità necessaria nelle zone chiave per affrontare terreni particolarmente duri o impervi senza incorrere in eccessi di morbidezza.

ZS44 Head tube: un rasoio sui sentieri

Se il “main triangle” si fregia dei prestigiosi tubi 853 DZB, il tubo sterzo annovera la sigla 631 con sezione ZS44 come di recente introduzione dai più grandi costruttori e sempre più diffusi sul mercato.
Il tubo sterzo ZS44 (Zero Stack) consente di abbinare forcelle ammortizzate a cannotto tapered (conico) tale da esaltare la rigidità dell’avantreno grazie alle sezioni in gioco maggiorate. La serie sterzo prevede la calotta superiore integrata a differenza di quella inferiore da 1,5” esterna. Un ulteriore tocco di distinzione dalla massa.
Niente paura, chi possiede già una forcella con cannotto classico o una forcella rigida Niner Reynolds può abbinarla tranquillamente grazie agli adattatori interni di sterzo.

Proprio l’adozione del tubo sterzo ZS44 e i tubi DZB hanno consentito di riprogettare la zona sterzo trovando la soluzione a due problemi:
maggior superficie del tubo sterzo grazie al diametro maggiorato e pertanto maggior superficie di contatto tra top-down tube e tubo sterzo.
Down tube curvato e sagomato in prossimità del tubo sterzo così da scongiurare il fork loop (il contatto tra testa forcella e down tube a causa di rotazioni violente ed eccessive della forcella) e il punto di saldatura tra down tube e tubo sterzo più in basso rispetto ai precedenti modelli.
Questi due problemi sono stati abilmente eliminati per garantire alla nuova SIR9 un avantreno granitico ed esaltare al massimo le qualità del telaio in termini di precisione di guida e rigidità torsionale.

Al pari del nodo sterzo il movimento centrale, come la precedente SIR9, annovera il movimento ad eccentrico Biocentric.
Sul my13 fa il suo esordio il Biocentric 2, la seconda generazione di movimento ad eccentrico con ben due viti di fissaggio interne al fine di “consolidare” il tutto, scongiurando il fenomeno di ovalizzazione della cassa movimento sotto la spinta poderosa delle pedalate dei singlespeeder.

Carro e asse passante: trazione e rigidità over-limits

Dulcis in fundo anche il carro è stato sottoposto a totale rivisitazione grazie a nuovi profili e spessori dei foderi obliqui e orizzontali. Tra i foderi obliqui spicca in bella evidenza un “gusset” di rinforzo con il marchio Niner in bella evidenza. In prossimità dei forcellini i foderi obliqui si curvano per lasciar spazio al nuovo alloggiamento della pinza freno che passa dalla parte superiore alla parte interna del forcellino. Pertanto maggior rigidità senza sottoporre il fodero obliquo alle forze di torsione generate da frenate violente ed estetica più pulita.
Una delle novità salienti della nuova SIR9 sono i forcellini.
La rapida diffusione anche nel cross country dei perni passanti posteriori utilizzati come “fodero trasversale” consentono di aumentare la rigidità del carro sul piano laterale a vantaggio di un trasferimento di potenza più immediato e di una tenuta laterale da riferimento stressando meno il mozzo senza tuttavia penalizzare l’assorbimento in senso verticale del carro, caratteristica tipica dei telai in acciaio.
L’adozione dell’asse passante è stata una delle scelte chiave di Niner per allargare il raggio d’azione della nuova SIR9 sconfinando così anche nel trail biking e garantire allo stesso tempo una maggior rigidità al posteriore, qualità ricercata soprattutto dai singlespeeders.
Il forcellino destro si compone di parti intercambiabili cosi da “configurare” la SIR9 a secondo del montaggio desiderato. Scontata la presenza del nuovissimo forcellino Direct Mount by Shimano scelto da Niner per la nuova hardtail in acciaio.

New SIR9: steel is real, again

Riassumendo, tubi a spessori differenziati, nodo sterzo maggiorato per forcelle tapered, nuovo movimento centrale Biocentric 2, carro con perno passante fanno della nuova SIR9 il classico “Uovo di Colombo” offrendo ad una vasta utenza una hardtail in acciaio in grado di soddisfare tutte le esigenze. Dal racer xc nostalgico al trail biker, dal singlespeeder al biker endurance senza trascurare i bikers che scelgono la nuova SIR9 per il fascino e la qualità emanate.

Proprio la qualità è una delle frecce che Niner ha nel suo arco avendo abituato i suoi clienti, simpaticamente battezzati Ninerds, ad una qualità al limite della perfezione.

Dalla scelta dei materiali di primissimo livello con partner di indubbio valore per la qualità costruttiva, dalle saldature alle verniciature brillanti e resistenti. Ogni aspetto del telaio viene sottoposto a rigidi controlli e cure certosine al fine di garantire la massima qualità possibile.

Proprio questo fa delle mountain bikes Niner i prodotti più ambiti, elevandosi a riferimento assoluto di settore.
Niner ribadisce a chiare lettere come un grande classico delle mountain bikes in acciaio da 29 pollici può riscrivere le regole del gioco ponendosi di diritto a leader incontrastata di categoria.

Ancora una volta. In fondo in Niner lo sanno, esser primi è un’attitudine.
E la nuova SIR9 è lì a dimostrarlo. E noi non possiamo che esser testimoni come l’acciaio sia sempre vivo. Più vivo che mai.
Steel is real. Again!

Niner EMD9, la replicante: una race bike 29er in alluminio anche in taglia XS

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Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di “low cost”. Nessuno vero? In effetti la larga diffusione di questo termine, ormai onnipresente in quasi tutti i settori è la logica conseguenza di un periodo economicamente difficile che spinge molti, produttori e consumatori finali, ad abbassare il target personale al fine di soddisfare o quantomeno in parte i bisogni.
Questo effetto di “downsizing” delle caratteristiche del prodotto spesso trae in inganno l’utente finale che per certi versi deve “accontentarsi” di un prodotto simile solo apparentemente ad uno analogo magari di lignaggio o di qualità ben superiore.
Il settore ciclistico non è rimasto immune da questa sorta di “economizzazione” produttiva al fine di offrire all’appassionato una bici che sebbene richiamasse parte delle caratteristiche estetico-funzionali del top di gamma, faceva i conti con un abbassamento qualitativo a volte fin troppo evidente con il risultato di una forte delusione sulle aspettative iniziali.

Niner EMD9: la replicante della leggendaria AIR9

Quando Niner, brand californiano forte di un ascesa in tempi da record ai vertici mondiali per tecnologia e immagine sul 29 pollici, introdusse la EMD9 si capì chiaramente che l’intento degli uomini marketing era quello di offrire una mountain bike da 29 pollici che replicasse in tutto e per tutto la “leggendaria” Air9, la prima vera race bike in formato 29er, senza per questo rappresentare una scelta di ripiego.

Un prezzo d’attacco davvero invitante con la geometria tipica race delle macchine da gara di Niner rendevano la EMD una 29 pollici mostruosamente efficace per coloro che pur non avendo budget consistenti, customizzavano la EMD tale da renderla una vera e propria race bike capace di dare filo da torcere anche alle più blasonate delle hardtails.
La formula fin dall’inizio fu azzeccata.

New EMD9: più bella, più race, più Niner

La prima generazione della EMD, sebbene apparentemente simile, vedeva nella lega di alluminio utilizzata la differenza più evidente.
Alla performante e iperleggera lega di alluminio Scandium GX2 by Easton della Air9 si contrapponeva una lega 7005 che rendeva la risposta del telaio più secca e reattiva rispetto alla sorella “race”.

Questa differenza, facilmente percepibile da chi è avvezzo alle gare, era talmente evidente che sulla scia dei numerosi feedback ricevuto dagli utenti ha spinto Niner a riprogettare di sana pianta le “sorelle terribili”, stavolta partendo da una base comune che rendesse la Air9 e la EMD9 più vicine strutturalmente parlando di quanto non lo fossero quelle di prima generazione.

Com’è lecito aspettarsi da Niner, l’attenzione al prodotto parte dal cuore della bicicletta: il telaio.
La recente introduzione dell’idroformatura applicata alle leghe di alluminio ha dato un contributo sostanziale nel dare vita ad un telaio che associa estetica sopraffina a qualità strutturale da riferimento.

Linee tese donano alla nuova EMD9 un’immagine “muscolosa”, con il downtube ed iltoptube pluri-sfaccettati a testimonianza di come nulla sia stato lasciato al caso, persino l’estetica.
Al nuovo design si abbinano sezioni in gioco che definirle “monstre” è riduttivo. Il motivo è riconducibile al principio che a maggiori superfici corrisponde un incremento della rigidità minimizzando ove possibile eccessi di “flessuosità”, poco apprezzate da chi è abituato a pretendere dalla propria hardtail reattività e prontezza allo scatto, il tutto abbinato a tubi con profili a doppio spessore a differenza della Air9 a triplo.

La forma curva del downtube in prossimità del tubo sterzo evita i pericolosi “fork loop”, ovvero le rotazioni eccessive e improvvise della forcella scongiurando impatti che potrebbe danneggiare sia telaio che forcella.
Il tubo sterzo passa da un classico 1-1/8” a calotte esterne ad un più moderno ed attuale tapered con serie sterzo semi-integrata da 1-1/8” superiormente ed 1-1/2” inferiormente.

Il nuovo profilo tapered apre le porte così alla maggior parte delle forcelle in commercio a cannotto tapered con un netto e avvertibile incremento della rigidità a tutto vantaggio della precisione di guida.
Il seat tube e il movimento centrale rimangono inalterati a garanzia di una scelta semplice e redditizia per la scelta dei componenti da installare.
Il carro, che richiama ancora una volta quello adottato dalla Air9, vede i foderi sagomati ad hoc per uno spazio ruota “importante” qualora si optasse per coperture generose e allo stesso tempo evitare accumuli di fango che porterebbero a bloccaggi indesiderati della ruota posteriore.

La geometria: race ready

Se c’è una caratteristica che Niner ha mantenuto inalterata fin dai suoi esordi è proprio quella geometria che tuttora continua a fare scuola nell’ambiente mountain bike a 29 pollici.
Top tubes allungati, tubi sella estremamente corti, valori di sloping e di standover ultracompatti rendono i telai Niner estremamente maneggevoli e iper-reattivi.

La forte riduzione in senso verticale dei telai si traduce in una centralizzazione delle masse a tutto vantaggio dei cambi di direzione che risultano fulminei, quasi guidati dal pensiero.
Il tubo sterzo dalla lunghezza extra short, la serie sterzo semi-integrata e il top tube allungato contribuiscono a posizionare il biker pronto a dare il meglio di se nelle furibonde gare da xc o massacranti granfondo. Maggior carico sull’avantreno ed estrema compattezza rendono la EMD9 una macchina da gara dall’eccezionale rapporto qualità-prezzo difficilmente eguagliabile.

Grande novità la presenza nella Size Chart della taglia XS, aprendo così le porte a biker di bassa statura e al pubblico femminile a dimostrazione che non vi sono limiti “antropometrici” e di sesso per divertirsi sulle 29ers di nuova generazione.

I dettagli: Niner, what else?

Che Niner “vizi” i suoi aficionados con finiture al limite del maniacale è cosa risaputa. E la nuova EMD9 non fa eccezione.
Ben poco è rimasto della EMD9 first generation se non il consueto badge metallico che fa bella mostra di se sul tubo sterzo.

Il carro vede i foderi sagomati richiamando i profili del top e downtube del triangolo principale.
I nuovi loghi passano dalle superfici laterali alle parti superiore ed inferiore del downtube allineandosi a nuovi canoni estetici mettendo in risalto le nuove sezioni idroformate.

Le verniciature non lasciano spazio a critiche, sapientemente estese al fine di esaltare al massimo l’estetica della EMD9.
Le scelte cromatiche scelte da Niner enfatizzano la personalità di chi è deciso a fare della EMD9 la propria arma… ciclistica.
Un “fascinoso” e freddo Artic White per chi ama la discrezione e vuol distinguersi con classe, un “focoso” Hot Tamale (Rosso peperoncino, il Tamale appunto) per chi arde nella propria passione pronto a scatenarsi in gara e un tenebroso e dark Matte Black Licorice che dai toni scuri a superficie opaca trasforma la EMD9 in uno Stealth da caccia pronto a colpire gli avversari di gara puntando dritti al podio.

Niner Air 9: un classico rivisitato

All’inzio c’erano alcune persone nel Colorado ed in poche altre zone degli States che ebbero la strana idea che delle ruote maggiorate nelle mtb potessero avere senso e fornire qualche vantaggio. Esatto questo succedeva qualche anno fa, bisogna però aggiungere che ai tempi erano proprio pochi quelli che li ascoltavano…

Articolo tratto da twentynineinches.com di Grannygear traduzione di 29pollici.com

Immediatamente dopo sono arrivati alcuni che oggi possiamo chiamare ‘visionari’ e che decisero di investire tempo, lavoro e denaro in questo sogno. Aggiungiamo che erano sempre pochi quelli che li ascoltavano…..

Persone come Gary Fisher, Mark Slate e qualche altro nome importante credevano nelle ruote da 29 pollici ed incominciarono a sviluppare dei progetti specifici. E’ in quel momento che si affaccia un nome completamente nuovo nello scenario della mtb: Niner.

Chris Sugai e Steve Domahidy i due fondatori di questa azienda furono abbastanza ‘visionari’ da decidere in quei tempi ancora bui di creare una nuova società al 100% dedicata alle mtb da 29 pollici. Il resto lo conoscete bene, è quello che avete visto accadere negli ultimi anni in tutto il settore della mtb.

Ok, adesso andiamo avanti veloce ed arriviamo alla Niner Bikes di oggi, una realtà ancora giovane ma capace di fare un enorme balzo in avanti non solo nella popolarità ma anche nella qualità dei suoi prodotti. Una cosa però è rimasta identica, la completa aderenza all’idea iniziale di tutto: creare esclusivamente mtb con le ruote da 29 pollici.

In questi anni Niner sarebbe potuta rimanere poco più di una realtà artigianale o comunque capace solo di piccoli numeri invece è diventata un nome di assoluto livello al pari di marchi molto blasonati e da molto più tempo nel settore come potrebbero essere: SantaCruz, Ibis e Rocky Mountain (che proprio grazie ad un ottimo lavoro sulle 29ers possiamo dire sia tornata ai fasti di un tempo).

RDOhandlebar

Chi ci segue sa bene che la Air 9 è stata una delle prime realizzazioni di questa casa Californiana, dopo alcune modifiche non sostanziali questa che abbiamo in prova rappresenta la prima Air 9 completamente rinnovata.

Incominciamo con il descrivere la bici in prova: si tratta di una taglia XL ovvero 22″. Sappiamo bene la moda intorno a tutto ciò che è carbonio (tra l’altro Niner è stata tra le prime a produrre un telaio in carbonio da 29 pollici) ma sappiamo anche che generalmente un telaio in carbonio ha un costo che non sembra ancora scendere sotto un certo livello soprattutto se quello che si vuole è un prodotto altamente sofisticato e di qualità. Se l’acciaio è sempre di più la scelta per un particolare tipo di utenti che sanno bene quello che cercano anche a scapito di un peso un po’ superiore del telaio e si tratta molto spesso di bikers con molti anni di mtb alle spalle, è altrettanto vero che l’alluminio è di fatto il materiale per eccellenza per produrre le mtb di oggi, sia che si tratti di hardtails che di biammortizzate.

Niner Air 9

L’alumminio è leggero, sono ormai perfettamente conosciute e riconosciute le sue qualità meccaniche ed è un metallo che permette di essere manipolato facilmente. E sono proprio queste sue caratteristiche che ne hanno permesso una specie di rinascita anche nelle bici di alta gamma, infatti grazie all’idroformatura sempre più accentuata, le forme delle tubazioni non hanno nulla a che vedere con quelle di un classico tubo. I telai costruiti in questo modo riescono quindi nel loro insieme a non essere più un semplice insieme di tubi ma diventano quasi un tutt’uno completamente nuovo riuscendo così ad essere sempre più leggeri ma soprattutto rigidi proprio nei punti dove serve.

Per fare questo Niner si è distaccata dal famoso ma ormai ‘vecchio’ tubo Scandium per creare una nuova lega basata su alluminio 6000 ma con forme delle tubazioni completamente nuove. Questo cambiamento, più che una mossa di marketing è stato necessario perché la lega Scandium aveva difficoltà nel sopportare l’idroformatura che invece in Niner ritenevano ormai indispensabile per raggiungere nuovi traguardi prestazionali.

Ecco cosa dice Wikipedia riguardo questo processo (http://it.wikipedia.org/wiki/Idroformatura): L’idroformatura è un tipo specializzato di formatura a stampo che utilizza un fluido idraulico ad alta pressione per stampare materiale di lavorazione a temperatura ambiente in uno stampo. Per idroformare alluminio in forma di una traversa di telaio di un veicolo, un tubo cavo di alluminio viene posto in uno stampo negativo avente la forma del pezzo finale desiderato. Pistoni idraulici ad alta pressione poi iniettano un fluido a pressione molto elevata nell’alluminio che lo fa espandere finché corrisponde allo stampo. L’alluminio idroformato viene poi rimosso dallo stampo.

L’idroformatura consente di realizzare forme dotate di concavità, che sarebbero difficili o impossibili senza stampaggio in stampo solido standard. I pezzi idroformati spesso possono venire realizzati con un rapporto peso-rigidità e un costo unitario inferiore rispetto a pezzi stampati o stampati e saldati tradizionali.

TopTube

Ecco quindi che si prende un ‘noioso’ tubo rotondo e lo si trasforma in qualcosa di completamente diverso. Qualcosa che rende l’alluminio moderno e all’avanguardia anche nel 2013.

Oltre ad essere un telaio più rigido la nuova Air 9 è infatti anche più leggera rispetto alla precedente realizzata con tubazioni Scandium.

Con l’aggiornamento della Air anche la nuova EMD ha visto l’utilizzo dello stesso materiale anche se non agli stessi livelli di tecnologie, infatti dove la Air è a triplo spessore la EMD è più semplicemente a doppio oppure le saldature non sono di tipo Smooth, una lavorazione che permette di scaldare in modo meno esteso la superficie interessata alla saldatura, oppure la serie sterzo che non è di tipo integrato così come il movimento centrale non è Press Fit. Tutte queste differenze rendono il telaio Air più leggero rispetto al nuovo EMD di oltre 200 grammi, e gli conferiscono una guidabilità ancora migliore con maggiore rigidità dove serve ma allo stesso tempo maggiore elasticità dove può essere utile per il comfort.

Nell’estrarre questa mtb dalla scatola, siamo stati impressionati dalla qualità estetica che ci si presentava davanti. Questa non solo è una bella bici nelle sue linee generali, ma dal punto di vista grafico e per il resto della componentistica marchiata Niner la qualità e la ‘bellezza’ si possono dire oggettive. Le grafiche come detto sono molto sobrie ma comunque capaci di ispirare voglia di andare veloce.

Tower

La 29er in prova è equipaggiata con il gruppo Shimano XT ed una forcella Manitou Tower Pro da 100mm tapered e quickrelease da 15mm.

Come già accennato la bici è equipaggiata con altri componenti di Niner marchiati RDO (Race day optimized) la linea top di gamma in carbonio, la Air aveva sia il manubrio che il reggisella oversize da 31.6mm. Anche l’attacco manubrio è RDO ma è realizzato in alluminio.

La guarnitura è una tripla, cosa a cui non erravamo quasi più abituati vista la predominanza di doppie ormai specifiche anche per le 29 pollici. Come abbiamo accennato la Air in prova è nella misura XL, leggermente grande visto che ha un tubo orizzontale di ben 645mm (25.4 pollici), fortunatamente la misura dell’attacco era di 100mm contenendo così l’allungamento complessivo. La sella è una WTB Volt in titanio, un po’ più corsaiola rispetto al modello Pure V ma personalmente preferita alla Silverado che invece è molto più aggressiva. Le coperture montate sulla bici sono le Schwlabe Nobby da 2.35, scelta discutibile solo per il fatto che questa è senz’altro una 29er da gara, ma positiva per il fatto di dimostrare la capacità di questa Niner di montare gomme anche molto tassellate e generose. Certo con il fango ci sarebbe qualche problema visto che le coperture ci stanno ma lo spazio a disposizione all’interno dei foderi è ridotto. Le Racing Ralph sarebbero state più in linea con questo modello anche se le Nobby ispirano molta fiducia.

RearRear2

Le ruote sono le Sun Ringle, ci è stato detto con un peso intorno ai 1800 grammi, ed il cerchio è creato su disegno Stan’s No Tube rendendo possibile la trasformazione tubeless con estrema facilità.

Chainrings

Chainstays

La bicicletta così descritta pesa circa 11.8 Kg, mentre il telaio è dichiarato da Niner nella misura Media anodizzata 1480 grammi.

Per la presentazione e lo spacchettanto è tutto, vi anticipo solo che non sarò il solo a provare questa bicicletta che cercheremo di utilizzare nel più ampio spettro di uso possibile. Cross country e non solo, XC AGGRESSIVE potremo chiamarlo?

Intanto usciamo in bici, vediamo di divertirci un po’ e di capire come si comporta questo mezzo.

Ci risentiamo presto per i primi commenti.