Il nuovo punto di riferimento: Parlee Z-Zero

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In un settore dove tre anni è considerato la normale durata di vita di un disegno della bicicletta, il Parlee Z1 ha fermato il tempo. Un design così avanzato che ancora continua ad essere un punto di riferimento, non solo per le bici in carbonio personalizzabili, ma anche un vero e proprio punto di riferimento per tutte le bici stradali con aspirazioni di prestazioni.

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Per oltre un decennio è stato inesorabilmente affinato e perfezionato lo Z1, per mantenerlo compatibile con i più recenti componenti e le esigenze di performance.

Perché introdurre il parlee Z-Zero?

Ci sono stati diversi sviluppi tecnici nel nostro moto di questi ultimi tre anni che ci hanno permesso di aumentare le prestazioni e ridurre il peso, ma non compromette il comfort e durata nel tempo. La maggior parte di queste innovazioni oggi presenti nel nostro Z5i e Z5SLi erano considerati troppo difficile o costoso per caratterizzare in un design personalizzabile, ma la Z-Zero elimina qualsiasi parvenza di compromesso.

La Z-Zero include tutte le moderne caratteristiche prestazionali di una bici da corsa all’avanguardia con la messa a punto e la corsa su misura originariamente disponibile solo nella Z1.

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A differenza di 99,9% delle moderne moto da strada, la Z-Zero è 100% fatto su misura, con le caratteristiche di prestazione ottimali e requisiti tecnici perfettamente rispettati per ogni singolo rider. E’ semplicemente cucito su misura

Disponibile in 16 misure semi-custom efficaci e geometria personalizzata completa, la Z-Zero si inserisce semplicemente una gamma più ampia di atleti di ogni altro disegno della strada del carbonio.

Caratteristiche Tecniche

Tubo Parlee procedura di iscrizione: Lanciato sul Z1, il processo di stampaggio esclusivo è il punto di riferimento tecnico per i tubi in fibra di carbonio di fusione in una struttura monolitica. Il nostro processo è né “trascinato” o “tube to tube” tradizionale costruzione. Il processo di giunzione Z-Zero è più preciso, più costoso e senza eguali in forza, utilizzando solo carbonio per fondere ciascuna provetta all’altra in un modo che produce una struttura totalmente unificata con quasi zero materiale ridondante.

Forcellini in carbonio e razze portanti: Primo usato sulla Z5, la nostra compressione modellato gocce di carbonio e razze cuscinetto (nel tubo sterzo e movimento centrale) ci permettono di ridurre il contenuto di metallo nella Z-Zero a meno di 20 grammi. Eliminando metallo correttamente in qualsiasi traduce struttura composita di carbonio a peso più leggero e una migliore durata.

Forma, tubi vescica-stampato: Una prima tecnologia utilizzata nel nostro Z5, la performance basata sagomatura permette una più leggeri pesi tubo complessivi e messa a punto ottimizzata del calendario laminato. Una varietà di disegni del tubo permette di sintonizzare perfettamente la corsa per ogni necessità cavalieri. Prodotto in collaborazione con Compositi ENVE in Utah, il set di tubi Z-Zero è del 10-15% più leggero, in media, rispetto alla Z1 già luce (con migliore prestazione torsionale).

: Testa conica e tubi di sterzo serie sterzo coniche e tubi di testa sono quasi più notizia, invece, con la nostra Z5, abbiamo aperto la strada all’uso del più piccolo 1,250 “pollici (32 mm) inferiore; Un’innovazione derivato dal settore a livello di protocolli di prova ora CEN il più pesante 1.500 “(38 mm) di serie di pollice. In sella alla bici dimostra che il “(32 mm), cono 1.250 offre l’equilibrio ideale per una bici da strada. Forza, sicurezza, prestazioni e leggerezza senza asprezza.

Disco compatibilità freno: Un nuovo standard per il futuro, i freni a disco per bici da strada presenta una serie di nuove opzioni per i sistemi di freni, ruote e guidare. La Z-Zero è stato progettato dall’inizio per essere sia pinza del freno a disco capace.

NUOVA NINER RIP 9

 

RIP9 Niner: un telaio in alluminio aeroformato, più leggero di un idroformato, ma con gli stessi valori di rigidità e resistenza

 

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Enduro Futuro

Non è così semplice capire cosa spinge l’uomo ad evolversi e riadattare schemi, oggetti o comportamenti che potrebbero benissimo rimanere inalterati per anni o decenni e soddisfare appieno i bisogni o aspettative. In fondo si è sempre detto che “squadra che vince non si cambia”. Non nel caso di Niner dove invece il motto imperativo è “squadra che vince si migliora”.

Niner non ha certo bisogno di presentazioni. Gli ultimi tre anni hanno visto il brand californiano premere ulteriormente sull’acceleratore posizionandolo di diritto tra i marchi più innovativi consolidando quella leadership di settore che le appartiene fin dalle origini.

Tre anni che hanno portato alla nascita di modelli totalmente riprogettati il cui unico denominatore con il precedente si limitava esclusivamente al nome identificativo.

Se da una parte sul mercato impera l’immagine professionale e ipertecnologica delle velocissime hardtails da cross country, dall’altro il trail riding sta vivendo una profonda trasformazione.

Questa metamorfosi sta evolvendo le trail bikes verso una direzione molto più spinta, affacciandosi al nuovo che avanza: l’Enduro.
Ed è cosi che i telai si fanno più leggeri, si rinforzano, le sospensioni crescono di escursione e le prestazioni si innalzano a livelli inimmaginabili fino a qualche anno prima.

Quando Niner presentò la prima RIP9, ben 6 anni fa, si era già capito in quale direzione il settore stava andando. I vantaggi delle ruotone uniti a quel plus di escursione utile delle sospensioni aprirono nuovi orizzonti rendendo una semplice uscita in mountain bike un’avventura epica.

Da allora sono trascorsi diversi anni e le 29er si sono imposte sul mercato grazie ai loro indiscutibili vantaggi.

Il trail riding, ovvero l’escursionismo in mountain bike, si è evoluto al pari dei mezzi e proprio Niner ha dato il via ad una rivoluzione totale che ha portato nel giro di 3 anni a ridefinire una nuova gamma.

Se la Jet9, nata come full da xc, si è sdoppiata offrendosi al grande pubblico sia in versione racing che trail bike, la RIP9 si è incattivita strizzando l’occhio al All Mountain fino a sfociare nell’Enduro.

Ed è proprio con la RIP9 che Niner apre un nuovo capitolo non solo sul settore full, ma anche sulle tecnologie applicate alla telaistica.

RIP9 Airforming Concept: aria bollente

Niner ormai ci ha abituato da anni a step evolutivi che di evoluzione hanno ben poco. Semmai diremmo rivoluzione.
Il nuovo che avanza si chiama Airforming. Proviamo a fare un passo indietro per capire di cosa si parla.

La new age dei telai in alluminio ha visto l’introduzione del processo di idroformatura grazie al quale, attraverso l’utilizzo di potenti getti di acqua ad alta pressione, si plasmano i tubi calibrandone spessori, forme e sezioni.

Niner ne ridefinisce il concetto costruttivo e grazie all’Airforming viene utilizzata aria calda in luogo dell’acqua ad alta pressione ottenendo le stesse sezioni e forme, ma con meno materiale, condizione altrimenti indispensabile per contrastare la pressione dell’acqua in un telaio costruito con idroformatura.

Cosi facendo un telaio “aeroformato” di egual misura risulterà più leggero del 25% rispetto ad uno analogo “idroformato”, pur mantenendone inalterati i valori di rigidità e resistenza.

More Trail, more fun

Non è un caso che l’ultima tendenza della mountain bike veda l’escursione delle sospensioni crescere sempre di più. Esplorare nuovi luoghi, spingersi oltre i canoni classici della mountain bike, voglia di esagerare ed essere certi di avere un mezzo al pari delle aspettative sono gli ingredienti giusti per una ricetta dal gusto particolare.

E’ così che Niner “reinventa” la RIP9 abbandonando quello status di trail bike mirando più in alto, a qualcosa di più spinto.

Ed è cosi che il travel cresce al posteriore a ben 125mm utili di escursione che grazie al collaudato sistema CVA unito all’affidabilità di un’unità ammortizzante Rock Shox Monarch RT3 custom per Niner garantisce assorbimento e trazione esagerati.

Al pari del posteriore, la geometria è stata rivisitata così da consentire al biker tranquillo di utilizzare forcelle da 120mm per correre via veloci sui sentieri battuti e pedalati o montare una più cattiva forcella da 140mm per osare e spingersi oltre su terreni impervi e duri.

Proprio con il concetto “Versatile Geometry” Niner introduce al grande pubblico una geometria studiata attentamente per rendere la RIP9 non più una full suspension specialistica bensì l’arma totale di chi ha nel proprio modo di fare mountain bike il trail riding fino all’enduro più spinto.

Pedalare a tutta velocità arrampicandosi in cima alle colline più ostiche o lanciarsi a rotta di collo per sentieri sassosi e selettivi, la nuova RIP9 mantiene un bilanciamento superbo così da renderla estremamente versatile senza penalizzarne maneggevolezza o performance. Versatilità offresi.

Enduro o… El duro?

Incrementare il travel delle sospensioni è inutile se non vi è associato un generale irrobustimento del telaio così da esaltarne le caratteristiche strutturali e le performance globali.

Il tubo sterzo tapered ospita forcelle ad alta escursione a garanzia di solidità e precisione di guida.
Il nodo sterzo mette in bella mostra l’unione tra down e top tube al tubo sterzo rassicurando anche i bikers più esagitati.

Il top tube dalla forma sinuosa compatta verticalmente il telaio con valori distandover da record per una maneggevolezza al limite dell’immaginabile.

Il carro dalle sezioni irrigidite vede le bielle di rinvio e gli yoke del sistema CVA ridisegnati e opportunamente alleggeriti grazie all’utilizzo di macchine CNC.

Il link inferiore ha un nuovo disegno “asimmetrico” per lasciare maggior spazio alla catena e alla piastra ISCG 05 qualora si desiderasse installare un guidacatena negli utilizzi più duri e spinti.

I cuscinetti sigillati esclusivi Enduro Max, i perni maggiorati, i punti di congiunzione dei pivot di rinvio migliorati nelle tolleranze per la riduzione degli attriti e i perni di attacco dell’ammortizzatore con viti da ben 8mm definiscono un quadro complessivo dove nulla è stato lasciato al caso e tutto è progettato per placare anche i pruriti più bollenti.

La precedente versione vedeva i forcellini del carro con perni sostituibili passando dal classico 135mm al sistema a perno passante da 142 x 12mm. La nuova RIP abbandona questa opzione propendendo esclusivamente per il sistema a perno passante onde evitare fastidiose e complicate sostituzioni in funzione del percorso o delle ruote. Tutto viene modificato per rendere più user friendly la nuova RIP9.

Il perno passante da 12mm e la battuta mozzo da 142mm solleticano gli appetiti dei bikers “overlimits” i quali potranno sbizzarrirsi nel dotare la propria RIP9 di ruote per utilizzi pesanti e avere la certezza di scaricare a terra tutta la potenza senza perdere in trazione o ruote hyperlight, ma dalla battuta maggiorata per pedalare furiosi verso il traguardo.

Il layout estetico adotta una veste grafica nuova e più aggressiva. Due le varianti cromatiche. Il brillante e iperscenico Niner Green che fa risaltare la RIP9 distinguendola nettamente dalla concorrenza oppure l’aggressivo Black Licorice per chi ama vesti grafiche più sobrie e meno appariscenti.

I loghi si spostano inferiormente al downtube come i nuovi canoni estetici esigono.

Ogni dettaglio è stato studiato, progettato e realizzato per tener fede alla proverbiale qualità Niner. Dalla solida e brillante verniciatura, ai materiali di qualità per finire alle saldature estremamente curate senza eccessi.

Dal Trail Biking all’Enduro la strada è breve. E Niner lo sa, perché non è importante dove si va, ma come.