Le prove di Ambro: Niner Rip 9 RDO

Pubblichiamo il primo bike test di Ambro sui nuovi prodotti Raceware: la Niner Rip 9 RDO.
Niner Rip 9RDO

Vado in bici da sempre e ho avuto anche la fortuna essere un dirt jumper professionista per alcuni anni. Ora la mia passione e la mia carriera professionale mi hanno portato in Raceware e in Pedal Domain e potete immaginare con che piacere sto mettendo sotto pressione buona parte dei modelli top distribuiti in esclusiva per l’Italia.

Con alcune (Warbird in titanio e RIP9 RDO) ho già collezionato centinaia di chilometri ed ora posso cominciare a condividere con voi qualche mia opinione.
Questo sarà il primo di una serie di report su questi mezzi e su come li percepisco da biker che ama la bicicletta a 360 gradi, dall’Enduro al Ciclocross singlespeed e non solo.
Cominciamo con la RIP9 RDO, ammiraglia della gamma Niner. Una 29 pollici con 125 mm di corsa sviluppata su molte generazioni di full 29, la prima (con 120mm di corsa!) presentata a Interbike nel lontanissimo 2006, quando molti ancora neppure concepivano le 29 hard tail.
E’ una bici sofisticatissima, che ha vinto il più ambito premio di Eurobike, il Gold Award, contendendolo a centinaia di modelli proposti da aziende molto più grandi e potenti di Niner, ma nessuna con questa esperienza e con soluzioni tecniche così innovative.

Niner rip 9 RDO carbon link

La biella in carbonio con il perno oversize, massima rigidità.

La più impressionante di queste soluzioni è la meravigliosa biella in carbonio, prima al mondo a condividere la struttura ormai dominante nel mondo delle pedivelle: la Rip infatti utilizza una biella full carbon con asse monoblocco (proprio come le pedivelle) con una unica vite dal lato opposto che si regola con una normale dinamometrica e una chiave per la rimozione del pacco pignoni 11 velocità!
Sotto la biella una struttura inedita con cuscinetti angolari a recupero del gioco che elimina i giochi tipici dei cuscinetti a sfera tradizionali, così da garantire prestazioni di scorrevolezza e assenze di gioco impossibili con la struttura normale.
Se volete vedere come si può operare tranquillamente a casa per l’eventuale recupero dei giochi senza sostituzioni di cuscinetti e senza particolari difficoltà osservate il video ufficiale di Niner dove Barret in 7 minuti effettua l’operazione.

http://vimeo.com/ninerbikes/review/77750658/a5e51ada73

Tuttavia le raffinatezze tecniche anche se promettono bene non fanno la bontà di un progetto… serve  che il mezzo risponda nel modo giusto e che i risultati sul campo siano una conferma.

Niner Rip 9 RDO

Salto dalla pedana

Iniziamo con la Niner Rip 9 RDO. L’ho usata per circa 100 km, in diverse condizioni di fondo, dal bagnato all’asciutto, rocce e terra battuta, sia su sentieri che conosco bene che in spot per me sconosciuti.
La bici è montata con una trasmissione Sram X01, monocorona da 32 e pacco pignone 10-42. Forcella Fox 34 Talas. Freni Magura mt2.4 con pinza monoblocco e rotori alleggeriti, ruote American Classic Tubeless 29 con gomme Wtb Bronson. L’ammortizzatore è un Fox Float Ctd Factory. Reggisella tradizionale, attacco manubrio da 50mm e manubrio Niner Rdo da 71cm.
Senza pedali pesa esattamente 12 kg, ma questa bici se montata con attenzione potrebbe scendere senza problemi di almeno 500 grammi.

Niner Rip 9 RDO

Ho optato per un assetto classico, con un 30% di sag al posteriore e forcella media dura.
Ero certo che si trattasse di una super bici da trail, per cui l’ottimo grip in salita e la quasi mancanza di bobbing sulla sospensione erano sensazioni attese e puntualmente arrivate. A mio avviso l’angolo da 68° la rende aggressiva il giusto sul veloce senza perdere maneggevolezza nello stretto anche se, come poi sentirete, questa bici secondo me ha davvero due facce: una docile e prevedibile, una molto più incisiva e aggressiva.
In salita si pedala molto bene sia da seduti che in piedi, non serve nemmeno mettere l’ammortizzatore sulla posizione C (climb) perché la bici è stabile e appena si abbandonano le strade asfaltate e si posiziona la levetta del Fox su T (Trail) ci si può dimenticare delle altre regolazioni.
Appena ho cominciato a percorrere il primo sentiero ho percepito che questa è una di quelle bici che ti fanno tornare tardi a casa, perché ti farebbero stare nei boschi per sempre. Il peso contenuto, le geometrie azzeccate fanno si che ogni metro su singletrack sia piacevole e mai faticoso.
Ma è quando sono arrivato sui sentieri di casa, dove conosco molto bene ogni curva e dove ho i miei riferimenti che ho capito che i ragazzi di Fort Collins hanno aggiunto la sigla RDO non a caso. La Rip 9 Rdo (Race Day Optimized) è un’ottima macchina da gara per il Superenduro.
La sospensione Cva alle alte velocità ‘siede’ leggermente la bici, facendogli aprire l’angolo di sterzo proprio quanto serve per trasformarla in un coltello capace di “tagliare” le asperità. La sospensione, sfruttando anche la sua progressività diventa più reattiva nel ritorno, aiutando parecchio negli stacchi aerei.

Niner Rip 9 RDO

La Talas 34 ha lavorato fino in fondo

Per questo ho voluto indurire le sospensioni a discapito del comfort alle basse andature, ma è così che la RDO deve essere tarata quando le si chiede il massimo!
Così la bici si è completamente trasformata. Se da un lato richiede una guida più attiva e aggressiva, dall’altro mi ha subito trasmesso sicurezza anche sui salti e sui drop più spinti.
E’ una bici a due facce, con una regolazione morbida è docile e comoda, adatta alle lunghe escursioni sulle alpi con un ottimo mix tra pedalare e guidare, mentre con una regolazione più dura diventa cattiva e aggressiva per una guida più ‘gravitiy’, così si trova a suo agio sia in una gara enduro che in Bikepark.  Sul veloce non è per tutti, perché sopra una certa velocità va guidata con decisione e questo le dona una reattività nei cambi di direzione e nelle variazioni di assetto che proprio non mi aspettavo da una 29 pollici!

Niner Rip 9 RDO

Insomma se si cercano i vantaggi delle 29er e si possiede il ‘manico’ e il  polso per domarla è una bici impressionante, divertente e sempre capace di rispondere alle richieste del pilota, anche le più aggressive. Andrebbe montata con reggisella telescopico e gomma più scorrevole sul posteriore, cambierei anche i freni con una versione più potente, proprio perché è un mezzo che cerca la velocità.

Niner Rip 9 RDO

Per uso gara, monterei un 34 e se il percorso fosse molto accidentato sfrutterei l’attacco ISCG 05 per un guidacatena, anche solo superiore. Il sistema Talas è sprecato, visto che la bici con forcella da 140 si pedala veramente bene. Con un manubrio da 74-75 sarebbe la mia macchina superenduro perfetta soprattutto sul percorsi dove il grip e la velocità sono importanti.

 

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