Niner Air 9: un classico rivisitato

All’inzio c’erano alcune persone nel Colorado ed in poche altre zone degli States che ebbero la strana idea che delle ruote maggiorate nelle mtb potessero avere senso e fornire qualche vantaggio. Esatto questo succedeva qualche anno fa, bisogna però aggiungere che ai tempi erano proprio pochi quelli che li ascoltavano…

Articolo tratto da twentynineinches.com di Grannygear traduzione di 29pollici.com

Immediatamente dopo sono arrivati alcuni che oggi possiamo chiamare ‘visionari’ e che decisero di investire tempo, lavoro e denaro in questo sogno. Aggiungiamo che erano sempre pochi quelli che li ascoltavano…..

Persone come Gary Fisher, Mark Slate e qualche altro nome importante credevano nelle ruote da 29 pollici ed incominciarono a sviluppare dei progetti specifici. E’ in quel momento che si affaccia un nome completamente nuovo nello scenario della mtb: Niner.

Chris Sugai e Steve Domahidy i due fondatori di questa azienda furono abbastanza ‘visionari’ da decidere in quei tempi ancora bui di creare una nuova società al 100% dedicata alle mtb da 29 pollici. Il resto lo conoscete bene, è quello che avete visto accadere negli ultimi anni in tutto il settore della mtb.

Ok, adesso andiamo avanti veloce ed arriviamo alla Niner Bikes di oggi, una realtà ancora giovane ma capace di fare un enorme balzo in avanti non solo nella popolarità ma anche nella qualità dei suoi prodotti. Una cosa però è rimasta identica, la completa aderenza all’idea iniziale di tutto: creare esclusivamente mtb con le ruote da 29 pollici.

In questi anni Niner sarebbe potuta rimanere poco più di una realtà artigianale o comunque capace solo di piccoli numeri invece è diventata un nome di assoluto livello al pari di marchi molto blasonati e da molto più tempo nel settore come potrebbero essere: SantaCruz, Ibis e Rocky Mountain (che proprio grazie ad un ottimo lavoro sulle 29ers possiamo dire sia tornata ai fasti di un tempo).

RDOhandlebar

Chi ci segue sa bene che la Air 9 è stata una delle prime realizzazioni di questa casa Californiana, dopo alcune modifiche non sostanziali questa che abbiamo in prova rappresenta la prima Air 9 completamente rinnovata.

Incominciamo con il descrivere la bici in prova: si tratta di una taglia XL ovvero 22″. Sappiamo bene la moda intorno a tutto ciò che è carbonio (tra l’altro Niner è stata tra le prime a produrre un telaio in carbonio da 29 pollici) ma sappiamo anche che generalmente un telaio in carbonio ha un costo che non sembra ancora scendere sotto un certo livello soprattutto se quello che si vuole è un prodotto altamente sofisticato e di qualità. Se l’acciaio è sempre di più la scelta per un particolare tipo di utenti che sanno bene quello che cercano anche a scapito di un peso un po’ superiore del telaio e si tratta molto spesso di bikers con molti anni di mtb alle spalle, è altrettanto vero che l’alluminio è di fatto il materiale per eccellenza per produrre le mtb di oggi, sia che si tratti di hardtails che di biammortizzate.

Niner Air 9

L’alumminio è leggero, sono ormai perfettamente conosciute e riconosciute le sue qualità meccaniche ed è un metallo che permette di essere manipolato facilmente. E sono proprio queste sue caratteristiche che ne hanno permesso una specie di rinascita anche nelle bici di alta gamma, infatti grazie all’idroformatura sempre più accentuata, le forme delle tubazioni non hanno nulla a che vedere con quelle di un classico tubo. I telai costruiti in questo modo riescono quindi nel loro insieme a non essere più un semplice insieme di tubi ma diventano quasi un tutt’uno completamente nuovo riuscendo così ad essere sempre più leggeri ma soprattutto rigidi proprio nei punti dove serve.

Per fare questo Niner si è distaccata dal famoso ma ormai ‘vecchio’ tubo Scandium per creare una nuova lega basata su alluminio 6000 ma con forme delle tubazioni completamente nuove. Questo cambiamento, più che una mossa di marketing è stato necessario perché la lega Scandium aveva difficoltà nel sopportare l’idroformatura che invece in Niner ritenevano ormai indispensabile per raggiungere nuovi traguardi prestazionali.

Ecco cosa dice Wikipedia riguardo questo processo (http://it.wikipedia.org/wiki/Idroformatura): L’idroformatura è un tipo specializzato di formatura a stampo che utilizza un fluido idraulico ad alta pressione per stampare materiale di lavorazione a temperatura ambiente in uno stampo. Per idroformare alluminio in forma di una traversa di telaio di un veicolo, un tubo cavo di alluminio viene posto in uno stampo negativo avente la forma del pezzo finale desiderato. Pistoni idraulici ad alta pressione poi iniettano un fluido a pressione molto elevata nell’alluminio che lo fa espandere finché corrisponde allo stampo. L’alluminio idroformato viene poi rimosso dallo stampo.

L’idroformatura consente di realizzare forme dotate di concavità, che sarebbero difficili o impossibili senza stampaggio in stampo solido standard. I pezzi idroformati spesso possono venire realizzati con un rapporto peso-rigidità e un costo unitario inferiore rispetto a pezzi stampati o stampati e saldati tradizionali.

TopTube

Ecco quindi che si prende un ‘noioso’ tubo rotondo e lo si trasforma in qualcosa di completamente diverso. Qualcosa che rende l’alluminio moderno e all’avanguardia anche nel 2013.

Oltre ad essere un telaio più rigido la nuova Air 9 è infatti anche più leggera rispetto alla precedente realizzata con tubazioni Scandium.

Con l’aggiornamento della Air anche la nuova EMD ha visto l’utilizzo dello stesso materiale anche se non agli stessi livelli di tecnologie, infatti dove la Air è a triplo spessore la EMD è più semplicemente a doppio oppure le saldature non sono di tipo Smooth, una lavorazione che permette di scaldare in modo meno esteso la superficie interessata alla saldatura, oppure la serie sterzo che non è di tipo integrato così come il movimento centrale non è Press Fit. Tutte queste differenze rendono il telaio Air più leggero rispetto al nuovo EMD di oltre 200 grammi, e gli conferiscono una guidabilità ancora migliore con maggiore rigidità dove serve ma allo stesso tempo maggiore elasticità dove può essere utile per il comfort.

Nell’estrarre questa mtb dalla scatola, siamo stati impressionati dalla qualità estetica che ci si presentava davanti. Questa non solo è una bella bici nelle sue linee generali, ma dal punto di vista grafico e per il resto della componentistica marchiata Niner la qualità e la ‘bellezza’ si possono dire oggettive. Le grafiche come detto sono molto sobrie ma comunque capaci di ispirare voglia di andare veloce.

Tower

La 29er in prova è equipaggiata con il gruppo Shimano XT ed una forcella Manitou Tower Pro da 100mm tapered e quickrelease da 15mm.

Come già accennato la bici è equipaggiata con altri componenti di Niner marchiati RDO (Race day optimized) la linea top di gamma in carbonio, la Air aveva sia il manubrio che il reggisella oversize da 31.6mm. Anche l’attacco manubrio è RDO ma è realizzato in alluminio.

La guarnitura è una tripla, cosa a cui non erravamo quasi più abituati vista la predominanza di doppie ormai specifiche anche per le 29 pollici. Come abbiamo accennato la Air in prova è nella misura XL, leggermente grande visto che ha un tubo orizzontale di ben 645mm (25.4 pollici), fortunatamente la misura dell’attacco era di 100mm contenendo così l’allungamento complessivo. La sella è una WTB Volt in titanio, un po’ più corsaiola rispetto al modello Pure V ma personalmente preferita alla Silverado che invece è molto più aggressiva. Le coperture montate sulla bici sono le Schwlabe Nobby da 2.35, scelta discutibile solo per il fatto che questa è senz’altro una 29er da gara, ma positiva per il fatto di dimostrare la capacità di questa Niner di montare gomme anche molto tassellate e generose. Certo con il fango ci sarebbe qualche problema visto che le coperture ci stanno ma lo spazio a disposizione all’interno dei foderi è ridotto. Le Racing Ralph sarebbero state più in linea con questo modello anche se le Nobby ispirano molta fiducia.

RearRear2

Le ruote sono le Sun Ringle, ci è stato detto con un peso intorno ai 1800 grammi, ed il cerchio è creato su disegno Stan’s No Tube rendendo possibile la trasformazione tubeless con estrema facilità.

Chainrings

Chainstays

La bicicletta così descritta pesa circa 11.8 Kg, mentre il telaio è dichiarato da Niner nella misura Media anodizzata 1480 grammi.

Per la presentazione e lo spacchettanto è tutto, vi anticipo solo che non sarò il solo a provare questa bicicletta che cercheremo di utilizzare nel più ampio spettro di uso possibile. Cross country e non solo, XC AGGRESSIVE potremo chiamarlo?

Intanto usciamo in bici, vediamo di divertirci un po’ e di capire come si comporta questo mezzo.

Ci risentiamo presto per i primi commenti.