ROS 9 in dettaglio

Niner ROS9: la nuova hardtail 29er in acciaio, divertimento e adrenalina assicurati

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26 giugno 2013   Niner

Siete amanti delle pedalate tranquille per i boschi? Pensate che le hardtails in acciaio siano biciclette paciose e lente?
Siete fermamente convinti che per divertirsi ci voglia necessariamente una full suspension? Allora fermatevi qui perché ciò che leggerete non solo distruggerà le vostre convinzioni, ma vi troverete a dover metter mani al vostro portafogli perché non potrete farne a meno.

Le hardtails 29er in acciaio sono quanto di più nostalgico e iconico ci sia nel pianeta mountain bike. Mountain bikes per intenditori aggiungiamo noi, di pedalatori che sanno cosa utilizzano, cosa cercano e cosa vogliono. Gente che sa il fatto suo.
Full rigid, front suspension, geared o singlespeed, abbiamo visto di tutto. O quasi.

Già, quasi, perché Niner, non paga di avere in gamma la migliore hardtail in acciaio da 29 pollici del pianeta, ha prelevato dalla sua SIR9 un cromosoma con l’ordine ai propri tecnici di laboratorio di creare una nuova “creatura” che fosse in grado di divorare anche i fondi più ostici e regalare divertimento e adrenalina a tonnellate.
Non è stato facile, ci sono voluti mesi o forse anni, ma si sa che quando qualcosa fa riferimento alla genetica, qualcosa deve pur uscire.
A volte l’esperimento riesce bene e i risultati sono qualcosa di molto simile, ma quanto partorito dal laboratorio di Niner è qualcosa di mostruoso e geneticamente deviato, che dalla sorella SIR9 condivide solo una cosa: il cuore di acciaio.

ROS9 Ride Over Shit

Non c’è bisogno di traduzione ma se proprio volete la ROS9 è la nuova “schiacciasassi” in acciaio di casa Niner.
Qui non si parla di certo di musica classica ma di puro Hardcore o Heavy Metal. Il gioco si fa molto duro e Niner ha generato la più estrema hardtail in acciaio da 29 pollici esistente.

ROS9 per andare oltre, molto oltre

A volte fare i cattivi ripaga. E ci si prende gusto. E’ quanto molto probabilmente devono aver pensato gli ingegneri Niner quando si sono seduti attorno ad un tavolo e hanno buttato giù l’idea di una hardtail che si spingesse a limiti finora prerogativa di full suspension dalle escursioni generose.
Certo, magari qualcun altro ci avrà anche pensato su, ma in Niner non amano stare con le mani in mano e partorita l’idea si era già al tavolo da disegno pronti a buttar nero su bianco in fretta e furia, ansiosi di passare il testimone al reparto che si sarebbe occupato della realizzazione fattiva e quindi ai tester.


Sarebbe scontato non citare la nuova SIR9, introdotta l’anno scorso e totalmente riprogettata da non condividere nemmeno la vite del portaborraccia con la prima versione, ma sebbene Niner vanti cotanta pregevole creatura in gamma, il progetto ROS9 doveva rappresentare qualcosa di veramente differente, che solo vagamente richiamasse la sorella da xc.
Si è partiti dall’idea di realizzare una hardtail da all mountain che abbinasse laresistenza e l’immagine “nostalgica” e dura dell’acciaio a sospensioni con escursioni “importanti”, una vera e propria fun bike da stampare sorrisi anche sui volti dei bikers più seriosi e posati.

Nonostante la SIR9 vanti il miglior acciaio del pianeta, per gli utilizzi per cui è stata progettata la ROS9 Niner ha deviato il suo cammino classico optando per un acciaio più rigido e indicato ad utilizzi hard.
In purissimo acciaio 4130 la ROS9 si differenzia nettamente rispetto al pregiatoReynolds DZB utilizzato per la SIR9.
I tubi, opportunamente rinforzati, sono il frutto di studi approfonditi con sistemi CAD così da analizzarne prima virtualmente e successivamente in simulazioni da laboratorio e sul campo le reali performance in vista dell’utilizzo hard della ROS9.

Oversize, Over all, All is Over!

Tutto su ROS9 è oversize. Certo, non aspettatevi di trovare tubi da diametri esagerati ma è la sostanza ciò che conta e l’acciaio 4130 ti sfida alla faccia delle sue sezioni “apparentemente” esili. E’ come se un individuo magro ed esilino ti sfidasse a braccio di ferro. Meglio pensarci su prima di raccogliere magre figure e non farsi mai ingannare dalle apparenze.
Ma qui le regole del gioco sono altre. Alle sottili sezioni del top e down tube fa da contraltare il tubo sterzo ZS44 dalle dimensioni esagerate. Il netto incremento in rigidità si esalta con forcelle che starebbero bene anche su una moto da cross. Nessuna flessione o cedimento, l’avantreno della ROS9 è progettato per non cedere nemmeno sotto i colpi più duri.
A rassicurare anche i più scettici un “fazzoletto” di rinforzo è stato aggiunto sotto al top tube in prossimità del tubo sterzo a rendere il tutto monolitico.


Il down tube invece si curva per lasciar spazio alla testa della forcella in caso di eventuali fork loop evitando danni sia al telaio che alla forcella. L’Oversizing passa anche per il movimento centrale. Niner ha voluto esagerare e rendere tutto ancora più estremo, in piena sintonia con l’anima della ROS9. Movimento centrale con eccentrico di ultima generazione introdotto da Niner sulla nuova SIR9, il Biocentric 2 è un altro passo avanti sulle capacità “camaleontiche” della nuova ROS9.
Un componente raffinato per donare alla nuova arrivata differenti anime. Eclettica ed arrampicatutto con trasmissione multigear o essenziale e dura con trasmissione singlespeed.


Il Biocentric 2 vanta accorgimenti studiati appositamente per prevenire il fenomeno di “ovalizzazione” della cassa movimento sotto l’azione delle pedalate dei singlespeeders più potenti. Due viti di fissaggio in luogo di una contribuiscono a rendere il tutto più rigido, più stabile ed efficace. Adiacente al Biocentric 2 fa capolino la predisposizione per un eventuale guidacatena scongiurandone fastidiose e pericolose cadute catena.
Il seat tube è uno degli elementi più caratteristici della ROS9. Corto, cortissimo e soprattutto curvo. Corto per abbassare lo standover e favorire l’utilizzo del reggisella telescopico, curvo per accorciare il carro ed avanzare al massimo la ruota posteriore.
Il foro di predisposizione permette l’installazione del reggisella telescopico con cablaggio interno nascondendo fastidiosi cavi e rendendo il tutto più pulito ed elegante esteticamente.
Il tubo sella “short carved” rende il triangolo principale della ROS9 compatto all’inverosimile e tremendamente efficace esaltandone la maneggevolezza sui fondi più duri ed ostici.
Il carro riassume l’anima della ROS9 con foderi lavorati in spessori così da non risultare estremamente cedevoli come farebbero pensare viste le sezioni ma con grande capacità di assorbimento.


La lunghezza complessiva molto ridotta, di soli 427mm danno la sensazione di sedere direttamente sulla ruota posteriore.
Tradotto: grande trazione, iper-reattività allo scatto e nei rilanci fuori dai tornanti e nelle salite ripide o negli strappi dopo i drop, rigidità senza pari e trasmissione della potenza immediata e senza dispersioni. Vi basta?
I foderi orizzontali generosamente dimensionati si collegano al movimento centrale con uno yoke lavorato finemente in CNC, di lunghezza asimmetrica per lasciar spazio a coperture fino a 2.35” dichiarati.
I foderi obliqui si congiungono a quelli orizzontali con forma curva “contenendo” all’interno di quello sinistro la predisposizione Post Mount della pinza del freno posteriore e rendere il tutto più rigido a vantaggio di una miglior potenza frenante equamente distribuita senza stressare eccessivamente la zona del forcellno.
Proprio i forcellini si fregiano del nuovissimo e rigidissimo sistema a perno passante da 12mm per mozzi con battuta da 142mm. Tutto si allarga e si irrigidisce per assorbire colpi terrificanti e scaricare a terra tonnellate di watt.

ROS9 Geometry, bad attitude

La definizione della geometria della ROS9 è uno degli aspetti più interessanti che ha portato Niner ad esordire con un prodotto già maturo ed estremamente competitivo. Per rendere meglio l’idea di come la proverbiale geometria Niner sia stata oggetto di una totale rivisitazione, poniamo a confronto le due hardtails in acciaio, la SIR9 con la ROS9.
Progettare una hardtail da All Mountain che strizzasse l’occhio all’Enduro ha spinto i tecnici ad aprire l’angolo sterzo dai canonici 70,3-71,3° della SIR9 a ben 67-68° per la ROS9.
I differenti valori variano in funzione dell’escursione delle forcelle montate, 80-100mm per la SIR9 come si conviene ad una hardtail da xc, 120-140mm per la ROS9.
La maggior apertura dell’angolo sterzo consente l’utilizzo di forcelle dall’escursione più generosa ma anche di favorire un passaggio sull’ostacolo più facilitato riducendo i rischi di impuntamenti dell’anteriore visti gli utilizzi probabili.
Anche l’angolo sella ha subito variazioni, seppur meno evidenti ma comunque sensibili. Da 73° della SIR9 si passa a 74° della ROS9.
Si traduce in una posizione di guida più avanzata e di attacco, fatta di continui rilanci o dove si passa molto tempo sui pedali ad ammortizzare sulle gambe.
Anche le quote lineari del telaio subiscono variazioni importanti. Il ETT (Effective Top Tube) si accorcia sulla ROS9 per raccogliere maggiormente il manubrio verso il biker a differenza della SIR9, più lunga. Le medesime variazioni sono anche sul valore di interasse dove la SIR9 svetta in maneggevolezza, la ROS9 si esalta in stabilità per digerire anche i fondi più ostici e gli ostacoli più pronunciati.

I dettagli. Solita storia, sempre e solo il meglio

Si vocifera che i mezzi destinati agli utilizzi più improbi e duri siano rifiniti in maniera sufficiente e approssimativa.
Nel caso della ROS9 Niner si esalta ancora una volta mantenendo inalterato il livello qualitativo che ha reso celebre la casa californiana.


La scelta dei materiali, le fini lavorazioni anche dei particolari più piccoli ed apparentemente poco significativi non presta il fianco a critiche. I passacavi sono distribuiti al fine di rendere il tutto elegante e ordinato.
I componenti accessori fanno capolino esaltando la qualità complessiva della ROS9. L’immancabile badge metallico sul tubo sterzo, le decals protette da vernice trasparente, le saldature prive di materiale di riporto e finemente smussate, sono solo alcuni dei particolari che esaltano la vista di cui avrà il piacere di prendere una ROS9 e il coraggio di scoprirne i limiti.


Il tutto condito da verniciature su più strati protette da uno strato di vernice trasparente per rendere anche i telai più insulsi delle vere opere d’arte.
Due tonalità cromatiche: un vistoso Rally Blue per distinguersi dalla massa o un hi-tech Force Grey che esalta il materiale utilizzato per la ROS9, l’acciaio, sono le livree scelte da Niner per “colorare” il gusto hard del pedalare.

www.ciclosportnola.it

New Niner ROS9. The game changer

L’acciaio secondo Niner: “un vero capolavoro”

SIR9 2013: classic heritage for next generation – steel ri-evolution.

Passare da due modelli ad uno potrebbe sembrare una sorta di “spending review”, ma l’opera di rinnovamento di Niner ai suoi “classici” è frutto di un processo evolutivo ben preciso.
Rinnovare quello che è giudicato da molti un grande classico è un’operazione più facile a dirsi che a farsi. L’immagine che la MCR9 e la SIR9 hanno creato è talmente solida da farle sembrare insensibili al trascorrere del tempo.
Come si suol dire “a classic is a classic”!
Metter mano ad un classico senza tempo avrebbe fatto gridare allo scandalo i puristi del settore e gli amanti dell’acciaio in formato 29 pollici e questo ha rappresentato un ulteriore guanto di sfida per lo staff tecnico.

Tuttavia in questi anni il mercato si è evoluto a tal punto da spostare non solo i limiti costruttivi delle moderne mountain bikes, ma anche da orientare il biker verso nuovi prodotti e componenti che non solo innalzano il livello generale del prodotto, ma contribuiscono a donare un’immagine più fresca ed attuale ai canoni stilistici e costruttivi odierni.

Niner, non solo brand attento al mercato, ma anche protagonista e creatore in tal senso di nuove tendenze sul 29 pollici, ha deciso di ridare lustro ai suoi classici racchiudendo in un unico modello tutte le peculiarità che avevano fatto delle “steel sisters” dei best sellers in senso assoluto.
Cercare di non rompere quel legame che lega il “vecchio” al nuovo e allo stesso modo rendere un prodotto “classico” più trendy e performante ha messo a dura prova Niner.

Per qualcuno potrebbe trattarsi di una semplice evoluzione, per qualcun altro invece di una vera e propria rivoluzione.
Noi preferiamo definirla “Ri-evoluzione”. Un sottile gioco di parole che ci piace usare per rendere al meglio il concetto di rinnovamento della nuova SIR9. Una evoluzione del concetto originario che ha portato alla nascita delle hardtails in acciaio, una rivoluzione per come l’acciaio di nuova generazione si affaccia a nuovi canoni costruttivi e progettuali.

Due gusti è meglio che one, recitava lo spot di un gelato negli anni ’90.
In Niner invece la pensano esattamente al contrario. Riunire in una sola mountain bike il meglio delle progenitrici.
Se la MCR9 era la hardtail preferita da chi desiderava esclusivamente un montaggio geared e la SIR9 per i cultori del singlespeeding, la nuova SIR9 013 fonde entrambi le caratteristiche in un unico modello. E possiamo garantire che di carne al fuoco ce n’è davvero tanta!
Ciò che contraddistingueva le sorelle in acciaio dal resto della concorrenza era sicuramente la qualità dell’acciaio con cui erano realizzate. Reynolds pertanto si riconferma partner privilegiato di Niner per la nuova SIR9 introducendo proprio con l’ultima nata il nuovo acciaio 853 DZB e 631.

DZB: Double Zone Butted – la nuova frontiera dell’acciaio.

Non stiamo dando i numeri bensì l’ultimo e recente step evolutivo di Reynolds per i telai in acciaio. Prima di addentrarci nei dettagli va ribadito che il processo che ha portato alla nascita della nuova SIR9 my13 includeva diversi aspetti:

  • ri-elaborazione del concetto di telaio in acciaio per 29 pollici con materiali di altissima qualità
  • rigidità dove serve, feeling inalterato
  • poliedricità
  • qualità e finiture da riferimento

Il primo step concernente la ricerca della massima qualità esigibile in termini di materiali è passata dall’ultima evoluzione di Reynolds che proprio per lo stretto legame con Niner ha introdotto il nuovo 853 DZB.
Il concetto DZB, acronimo di Double Zone Butted, prevede la “differenziazione” di customizzazione dei tubi a seconda di quale parte del telaio si tratta e del tipo di sollecitazioni cui è sottoposta.

Attraverso il controllo degli spessori è possibile gestire la rigidità del tubo non solo in base di quale parte del telaio si tratti, ma anche di quale parte del tubo! Pertanto avremo spessori più marcati in zona sterzo e movimento centrale e spessori differenziati nella zona centrale. Più rigidità agli estremi, più morbidezza al centro.
Il nuovo processo DZB offre così al cliente un telaio che mantiene il classico feeling dell’acciaio, ma aggiunge la rigidità necessaria nelle zone chiave per affrontare terreni particolarmente duri o impervi senza incorrere in eccessi di morbidezza.

ZS44 Head tube: un rasoio sui sentieri

Se il “main triangle” si fregia dei prestigiosi tubi 853 DZB, il tubo sterzo annovera la sigla 631 con sezione ZS44 come di recente introduzione dai più grandi costruttori e sempre più diffusi sul mercato.
Il tubo sterzo ZS44 (Zero Stack) consente di abbinare forcelle ammortizzate a cannotto tapered (conico) tale da esaltare la rigidità dell’avantreno grazie alle sezioni in gioco maggiorate. La serie sterzo prevede la calotta superiore integrata a differenza di quella inferiore da 1,5” esterna. Un ulteriore tocco di distinzione dalla massa.
Niente paura, chi possiede già una forcella con cannotto classico o una forcella rigida Niner Reynolds può abbinarla tranquillamente grazie agli adattatori interni di sterzo.

Proprio l’adozione del tubo sterzo ZS44 e i tubi DZB hanno consentito di riprogettare la zona sterzo trovando la soluzione a due problemi:
maggior superficie del tubo sterzo grazie al diametro maggiorato e pertanto maggior superficie di contatto tra top-down tube e tubo sterzo.
Down tube curvato e sagomato in prossimità del tubo sterzo così da scongiurare il fork loop (il contatto tra testa forcella e down tube a causa di rotazioni violente ed eccessive della forcella) e il punto di saldatura tra down tube e tubo sterzo più in basso rispetto ai precedenti modelli.
Questi due problemi sono stati abilmente eliminati per garantire alla nuova SIR9 un avantreno granitico ed esaltare al massimo le qualità del telaio in termini di precisione di guida e rigidità torsionale.

Al pari del nodo sterzo il movimento centrale, come la precedente SIR9, annovera il movimento ad eccentrico Biocentric.
Sul my13 fa il suo esordio il Biocentric 2, la seconda generazione di movimento ad eccentrico con ben due viti di fissaggio interne al fine di “consolidare” il tutto, scongiurando il fenomeno di ovalizzazione della cassa movimento sotto la spinta poderosa delle pedalate dei singlespeeder.

Carro e asse passante: trazione e rigidità over-limits

Dulcis in fundo anche il carro è stato sottoposto a totale rivisitazione grazie a nuovi profili e spessori dei foderi obliqui e orizzontali. Tra i foderi obliqui spicca in bella evidenza un “gusset” di rinforzo con il marchio Niner in bella evidenza. In prossimità dei forcellini i foderi obliqui si curvano per lasciar spazio al nuovo alloggiamento della pinza freno che passa dalla parte superiore alla parte interna del forcellino. Pertanto maggior rigidità senza sottoporre il fodero obliquo alle forze di torsione generate da frenate violente ed estetica più pulita.
Una delle novità salienti della nuova SIR9 sono i forcellini.
La rapida diffusione anche nel cross country dei perni passanti posteriori utilizzati come “fodero trasversale” consentono di aumentare la rigidità del carro sul piano laterale a vantaggio di un trasferimento di potenza più immediato e di una tenuta laterale da riferimento stressando meno il mozzo senza tuttavia penalizzare l’assorbimento in senso verticale del carro, caratteristica tipica dei telai in acciaio.
L’adozione dell’asse passante è stata una delle scelte chiave di Niner per allargare il raggio d’azione della nuova SIR9 sconfinando così anche nel trail biking e garantire allo stesso tempo una maggior rigidità al posteriore, qualità ricercata soprattutto dai singlespeeders.
Il forcellino destro si compone di parti intercambiabili cosi da “configurare” la SIR9 a secondo del montaggio desiderato. Scontata la presenza del nuovissimo forcellino Direct Mount by Shimano scelto da Niner per la nuova hardtail in acciaio.

New SIR9: steel is real, again

Riassumendo, tubi a spessori differenziati, nodo sterzo maggiorato per forcelle tapered, nuovo movimento centrale Biocentric 2, carro con perno passante fanno della nuova SIR9 il classico “Uovo di Colombo” offrendo ad una vasta utenza una hardtail in acciaio in grado di soddisfare tutte le esigenze. Dal racer xc nostalgico al trail biker, dal singlespeeder al biker endurance senza trascurare i bikers che scelgono la nuova SIR9 per il fascino e la qualità emanate.

Proprio la qualità è una delle frecce che Niner ha nel suo arco avendo abituato i suoi clienti, simpaticamente battezzati Ninerds, ad una qualità al limite della perfezione.

Dalla scelta dei materiali di primissimo livello con partner di indubbio valore per la qualità costruttiva, dalle saldature alle verniciature brillanti e resistenti. Ogni aspetto del telaio viene sottoposto a rigidi controlli e cure certosine al fine di garantire la massima qualità possibile.

Proprio questo fa delle mountain bikes Niner i prodotti più ambiti, elevandosi a riferimento assoluto di settore.
Niner ribadisce a chiare lettere come un grande classico delle mountain bikes in acciaio da 29 pollici può riscrivere le regole del gioco ponendosi di diritto a leader incontrastata di categoria.

Ancora una volta. In fondo in Niner lo sanno, esser primi è un’attitudine.
E la nuova SIR9 è lì a dimostrarlo. E noi non possiamo che esser testimoni come l’acciaio sia sempre vivo. Più vivo che mai.
Steel is real. Again!