Olio impianti frenanti

 

Che olio c’è nel mio impianto frenante?!

Dot o  minerale? qual’è il migliore?  quali sono le differenze?…e le prestazioni?!

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In effetti ci sarebbe molto da scrivere ma cercherò di essere sintetico nella spiegazione.

L’olio dei freni, in particolare quello dot, ha una caratteristica detta  igroscopicità. (capacità di assorbire acqua). Esistono diversi tipi d’olio per freni. Quelli più usati in ambito ciclistico sono il dot e l’olio minerale. L’olio minerale difficilmente assorbe acqua e in base all’uso che se ne fa può durare diverso tempo, anche più anni.

Conviene comunque sostituirlo ogni paio d’anni perchè, l’olio degli impianti frenanti oltre all’igroscopicità, ha anche altre caratteristiche fisiche che con il continuo riscaldarsi dei freni mutano rendendo l’impianto meno performante. Il biker  non se ne  accorge nemmeno dal momento  che il processo  avviene molto gradualmente. L’olio minerale è prestazionale del dot in quanto non regge le alte temperature come quest’ultimo. Ma non va scartato a priori. Infatti alcuni produttori, come Shimano  usano  l’olio minerale su tutta la gamma dei freni a disco e che viene  abbinato a cilindretti della pinza in porcellana nei freni di alta gamma XT ed XTR per la migliore la dissipazione del calore. Una finezza. Pensate infatti al processo che ci vuole per rendere liscia la  ceramica.

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L’olio dot esiste di vari tipi. I più usati sono il 3, il 4, 5.1. e 6.1. Esiste anche il 5 che però viene usato rarissimamente e non l’ho mai visto su i freni da bici. E’ un olio particolare e lo tralascerò. Ricordate solo che non può essere miscelato al dot 3, 4 e 5.1 che invece si possono mischiare tra loro ma solo in caso d’emergenza.

Torniamo al discorso igroscopicità.

Quando un olio assorbe umidità nel tempo e questo succede anche quando non si usa la bici per diverso tempo,sono sufficienti le variazioni climatiche, esso si deteriora. Semplicemente succede che quando l’olio si riscalda contemporaneamente riscalda anche l’acqua assorbita che evaporando, forma bolle d’aria più o meno grandi nel circuito riducendo la capacità frenante. Sentirete semplicemente  la leve più spugnosa che nei casi più gravi arriverà al fondo corsa.

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Quindi, riassumendo, la sensazione che si ha è questa: a freddo sembra che la leva vada bene poi durante l’uso diventa spugnosa. In questo caso è bene sostituire l’olio nel circuito.

I dot 3,4 e 5.1 si differenziano per le diverse prestazioni:

Il 3 è il meno performante ma è ache il meno igroscopico. Se ne consiglia la sostituzione ogni 2 anni ma può durare anche di più.

Il 4 è il più usato e si sostituisce ogni anno.

Il 5.1 è il più prestazionale e se ne consiglia la sostituzione ogni 6 mesi.

Se il vostro impianto usa il 5.1 potete anche sostituirlo interamente con il 4 o il 3 per allungare i tempi di manutenzione. Ci vorrebbe  la sensibilità di Valentino Rossi per percepire la differenza prestazinale dei diversi dot e dell’olio minerale stesso. Mentre se vi va la leva a fine corsa in discesa percorrendo    la “Valle dell’Inferno” se ne accorgerebbe anche l’ultimo sprovveduto!!!

Infine ricordatevi di leggere bene sui vostri freni il tipo d’olio contenuto! Infatti il minerale, non avendo la componente acida del dot, non va  MAI miscelato con quest’ultimo. Pena l’inevitabile degenerazione di tutti gli o’ring. Per sapere che tipo d’olio c’è nel vostro impianto, leggete sempre il libretto d’istruzioni o le indicazioni riportate sulla pompa. Prendete in considerazione ciò che vi ho detto e fate la giusta manutenzine ai vostri ferni.

 

P.S.: sulle moto da GP viene usato un olio così prestazionale che necessita di essere sostituito ad ogni corsa.

Antonio Corbisiero per Ciclosport Nola

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Garmin 810

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Iniziamo il test del Garmin Edge 810 con una premessa un po’ lunga, ma doverosa.
Il mondo degli smartphone ha introdotto tante novità. Applicazioni come Motion X Gps, Strava, Runtastic e molte altre ancora hanno portato nuovi utenti ad apprezzare la possibilità di registrare le proprie uscite o gare, analizzarle una volta tornati a casa e condividerle con il mondo.
Uno smartphone (innanzitutto per la sua funzione di telefono cellulare) è un oggetto abbastanza piccolo da essere infilato in una tasca o nello zaino ed è comunque un qualcosa che tutti portiamo dietro quando usciamo.
Quindi, nello stesso dispositivo si trovano le funzioni di Gps e di telefono (e altro ancora in realtà), ma ovviamente occorre accettare dei compromessi.
Quali? L’hardware di uno smartphone non prevede l’altimetro barometrico e quindi i valori di altitudine vengono calcolati tramite la posizione Gps.
Il sensore Gps stesso, inoltre, quasi sempre è del tipo A-Gps, cioè riesce ad essere abbastanza preciso con l’aiuto del segnale Gsm (quello dei telefoni cellulari), ma in assenza di questo i valori di quota e di posizione possono risultare falsati.

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Per questo l’avvento degli smartphone quali strumenti tutto-fare ha destato una maggiore attenzione verso strumenti Gps dedicati.
Per parlare chiaro un iPhone non avrà mai la precisione e la stabilità di un device Gps e di questo ce ne si accorge una volta che si torna a casa e si analizza la traccia registrata. Il dislivello altimetrico può risultare sensibilmente alterato per via delle elaborazioni che esegue il software di gestione dello smartphone e il programma che gestisce la traccia Gps.
Questo di fatto ha spinto nuovi utenti ad orientarsi verso strumenti più precisi e affidabili, dedicati all’uso outdoor, compatti, più resistenti alla pioggia (e in parte anche agli urti).
Garmin, però, ha aggiunto qualche dettaglio per avvicinare il nuovo Edge 810 (l’oggetto di questo articolo) al mondo smartphone, dotandolo di connettività che fino a ieri erano ad appannaggio solo di un iPhone o di un Galaxy, per fare due nomi.
Da questo punto di vista l’Edge 810 è davvero molto interessante.
Andiamo ad analizzarlo.

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Dimensioni compatte: l’Edge 810 trova facilmente spazio sul manubrio di una Mtb.

Garmin Connect Mobile per comunicare con il mondo
Alle caratteristiche di computer di bordo per la Mtb (di cui vi parleremo di seguito) l’Edge 810 aggiunge anche il Live Tracking se associato (tramite Bluetooth) ad uno smartphone dotato dell’App Garmin Connect Mobile (gratuita).
Con questa App è possibile condividere tramite lo smartphone la propria posizione all’istante su Facebook o Twitter e consentire ai propri amici di guardare ciò che si sta facendo in Mtb.
Al di là comunque della funzione di condivisione della traccia online, questa App permette anche di visionare i dati di tutte le uscite, confrontarle, condividerle con gli amici.
Il consumo della batteria dello smartphone durante l’attività di Live Tracking non è eccessivo come si potrebbe pensare e durante il nostro test abbiamo apprezzato molto la possibilità di condividere, appena finita l’uscita, i nostri dati su Facebook, Strava, altre piattaforme social oppure sul sito Garmin Connect (dopo aver creato un account gratuitamente).
Questa caratteristica rende l’Edge 810 uno dei Gps più evoluti sul mercato.

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La schermata di condivisione social del Live Tracking su un iPhone. Questa operazione è possibile tramite l’App Garmin Connect Mobile (gratis per iOs e Android).

Compatto e leggero
L’Edge 810 appartiene al nuovo corso dei dispositivi Garmin e quindi è dotato di pochi pulsanti, tre in tutto. L’interfaccia touchscreen semplifica molto la vita al biker perché lo schermo è leggibile anche in pieno giorno (solo in caso di forte sole si vorrebbe un po’ più di luminosità) e per passare da una schermata all’altra (visualizzando differenti informazioni sull’uscita in corso) è molto facile. L’aspetto di maggiore interesse è che questa interfaccia è molto evoluta e può essere utilizzata anche indossando dei guanti full-finger.
Un semplice tocco sullo schermo permette di visualizzare le frecce direzionali per passare da una schermata all’altra.
Oppure se si preferisce tenerlo nella tasca dello zaino è possibile bloccare lo schermo per impedire che accidentalmente possa essere interrotta la registrazione della traccia.
Ovviamente se lo si tiene con lo schermo spento la durata della batteria è maggiore, ma abbiamo notato che un’uscita di 4-5 ore con l’Edge 810 posizionato sul manubrio (e quindi usandolo come ciclocomputer) riduce la carica della batteria di circa il 50%.
Fra le caratteristiche che si apprezzano molto ci sono la compattezza (è molto più piccolo dei primi Edge 705) e la leggerezza (98 grammi, batteria compresa).

Le due porte d’ingresso: a sinistra lo slot Micro Sd per caricare le mappe e a destra l’attacco Usb per connetterlo al Pc e per ricaricarlo (tramite Pc o alimentatore da rete).

Tante informazioni
L’Edge 810 fornisce una grande quantità di informazioni, tutte quelle che un ciclocomputer Gps è in grado di fornire, quali il dislivello e la quota istantanea (valore piuttosto attendibile in un ampio range di situazioni meteo), le calorie (dato ancora più preciso se si abbina l’Edge 810 alla fascia cardio dedicata), la temperatura, le previsioni meteo (se connesso ad uno smartphone con funzione traffico dati abilitata), la posizione su una mappa (di serie è dotato del Basemap mondiale) e, oltre alle classiche funzioni di ciclocomputer, permette anche di confrontare la prestazione attuale con quella di uscite precedenti di altri utenti o dello stesso utente (funzione Virtual Partner).
In sostanza l’Edge 810 è sia uno strumento per l’escursionista sia per l’agonista.

Una delle tante schermate che mostra i dati dell’uscita. Con le frecce direzionali si possono visualizzare altre informazioni. E’ possibile anche cambiare i settaggi mentre si pedala. L’Edge 810 è molto facile da usare.

Velocità di accensione
Il fix dei satelliti avviene in tempi piuttosto rapidi, a parte per la prima accensione una volta tirato fuori dalla scatola. La rete satellitare alla quale si connette è solo quella Gps e non Glonass.
Durante l’uso stupisce la sensibilità dell’altimetro che è in grado di registrare con fedeltà piccole variazioni di pendenza della strada e mostrarle subito sul profilo altimetrico del dispositivo.
Su una Mtb si apprezza molto la grandezza dei caratteri della schermata principale, quella che fornisce i dati di velocità, chilometraggio, tempo, ora e calorie, perché anche su terreno sconnesso sono facilmente leggibili.
La staffa che fissa l’Edge 810 al manubrio è abbastanza stabile (se si utilizza anche la piastrina di gomma da posizionare sotto la staffa), ma in caso di pioggia il grip dell’elastico si riduce e il dispositivo inizia pericolosamente a muoversi sul manubrio.
Se non si ha la necessità di passare da una bici all’altra con frequenza è consigliabile fissare la staffa con delle fascette di plastica al manubrio o sul tubo orizzontale (se si usa un manubrio a profilo rialzato e/o un attacco manubrio più corto di 90 mm).

Funzioni aggiuntive
All’Edge 810 è possibile abbinare una fascia cardio e il sensore di cadenza-velocità per trasformarlo in uno strumento da allenamento molto preciso ed evoluto.
Nell’uso escursionistico può essere utile avere a disposizione il valore di cadenza, ma occorre trovare una posizione opportuna del sensore sul telaio e su alcuni modelli a doppia sospensione la cosa può risultare più laboriosa.
Discorso diverso invece per la fascia cardio che fornisce al biker, sia esso agonista che non, dei dati molto utili per imparare a conoscere meglio il proprio “motore”, a prescindere dalle prestazioni assolute. Consigliamo ad un’ampia fascia di utenti di provare la funzionalità cardio dell’Edge 810 perché aiuta molto a comprendere le capacità di resistenza del proprio fisico.
In termini di mappe è possibile aggiungerne in grande quantità ma fra tutte consigliamo la Trek Map Italia V3 (199€) capace di mostrare un gran numero di sentieri su una vasta area del territorio italiano. Si inserisce tramite lo slot Micro Sd dell’Edge 810.

Due dei tre pulsanti presenti sull’Edge 810: quello di sinistra avvia un nuovo giro e quello di destra avvia e termina la sessione di allenamento-gara.

In conclusione
L’Edge 810 piace per la sua compattezza e per la grande quantità di funzioni e capacità di cui dispone. E’ destinato ad un pubblico molto evoluto e che già ha confidenza con gli strumenti Gps più che altro per apprezzarne a fondo le potenzialità.
Il costo non è molto popolare: 529€ per la versione con cardio e sensore cadenza-velocità, altrimenti la versione base scende a 449€.
I prezzi non sono bassi, ma è vero che stiamo parlando del modello di punta della gamma Edge e di un prodotto Garmin che in ambito Gps portatili per l’outdoor è senz’altro un riferimento sul mercato.
Le funzionalità dello schermo touchscreen sono molto evolute e precise e forse avremmo gradito solo una maggiore luminosità, utile nelle giornate di sole più forte.
Per tutte le altre funzioni e caratteristiche siamo ai massimi livelli che un biker possa desiderare.

www.ciclosportnola.it 

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