Le Fat Bike di Salsa Cycles

Le Fat Bike di Salsa Cycles

 

Appena finito Expobike di Padova, dove la partecipazione è stata molto alta e in moltissimi siete passati a trovarci nello stand di Salsa. Il trend rilevato da tutti era la presenza delle Fat Bike in moltissimi stand. Però quando qualcuno voleva approfondire l’argomento e capirne di più il nostro era l’unico posto dove si potevano avere informazioni dettagliate, si potevano soppesare le bici e persino provare a farci una pedalatina, giusto per avere un’idea del feeling  di guida che danno.

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Approfondiamo l’argomento dando uno sguardo d’insieme alla gamma Fat di Salsa, la più completa attualmente disponibile sul mercato, e ai diversi modelli che saranno disponibili a partire da dicembre.

Salsa Cycles  è l’azienda che ha sviluppato più a fondo le Fat Bike, non solo come gamma di modelli, ma anche come tipi di utilizzo diverso. Si perchè ormai di Fat Bike ne esistono di tipi molto diversi tra loro e capire i singoli modelli aiuta a scegliere quello ideale per i propri utilizzi.

Salsa ha aiutato ad espandere la categoria delle Fat Bike, nate per essere utilizzate sulla neve e la sabbia, per farle diventare delle Trail Bike oppure delle bici da viaggio in fuoristrada estremo. La Bucksaw, insieme alla forcella Bluto di Rock Shox, con la sua destinazione spiccatamente trail contribuisce a rendere la Fat Bike una mtb con maggiore aderenza e assorbimento, sicura e divertentissima. Al lato opposto dello spettro di utilizzo la nuova Blackborow è una bici da spedizione su terreni estremi e morbidi che fa del galleggiamento la sua arma principale.

Vediamo i 4 diversi modelli, disponibili in materiali diversi più nel dettaglio:

Bucksaw è il modello più atteso, dopo mille indiscrezioni e rumors è finalmente disponibile, e se intrippa tutti i possessori di Fat Bike che vorrebbero almeno provarlo una volta piace molto anche ai normali biker per le sue caratteristiche davvero rivoluzionarie. Infatti il Bucksaw privilegia la trazione rispetto al galleggiamento ed è stato sviluppato da zero con l’aiuto del mitico Dave Weagle utilizzando il suo progetto Split Pivot per la sospensione posteriore. Dave ha analizzato e testato a lungo il comportamento delle ruote Fat su tutte le diverse superfici e ha utilizzato questi dati per definire il comportamento della curva di sospensione e il tuning dell’ammortizzatore.  Ecco perché i modelli Bucksaw non funzionano con ruote da 29 o 29 plus. E ‘progettato specificamente intorno gomme da fat Bike da 3.8 “-4.0″  montate  su cerchi ISO559, larghi 50-82mm. Il telaio è in alluminio con i pendenti posteriori in carbonio per alleggerire le masse sospese e ha un’escursione di 100mm.

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I modelli Bucksaw disponibili da noi saranno 2, oltre al telaio colore Transparent Blue Blue che costa € 1.999,00 e pesa intorno ai 2,5 kg:

Bucksaw 1 2015, montato con gruppo Sram X01 con corona da 30, freni Guide R, forcella RS Bluto, ammortizzatore Rock Shox Monarch RT3, reggisella RS Reverb, componentistica Thomson, mozzi Salsa, cerchi Surly Marge Lite 65mm, coperture Surly Nate 3.8” da 120 tpi, colore Transparent Blue, taglie da S a L al prezzo di listino di € 4.999,00;

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Bucksaw 2 2015, con gruppo Sram misto X7/X9 e guarnitura doppia, freni Guide R, forcella RS Bluto, ammortizzatore Rock Shox Monarch RT3, componentistica Salsa, mozzi Salsa, cerchi Surly Marge Lite 65mm, coperture Surly Nate 3.8”, colore Rush Gold, taglie da S a L al prezzo di € 3.999,00.

La Mukluk è la prima Fat Bike di Salsa, uscita la prima volta nel 2011, un classico in alluminio con geometria polivalente rifinita nel corso del tempo,che quest’anno riceve una serie di migliorie su tutta la gamma: tutti i modelli passano ai freni a disco idraulici e ai cerchi Holy Rolling Darryl con le gomme Surly Nate. I forcellini Alternator, per variare la lunghezza del carro sono di serie su tutta la gamma.

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I telai disponibili sono quelli in titanio: Mukluk TI, frameset in titanio con forcella in alluminio, colore Green-Raw, taglie dalla S alla L al prezzo di € 2.659,00 e Mukluk TI, frameset in titanio con forcella in alluminio, White-Raw, solo taglie S e M al prezzo di € 2.499,00.

Mukluk 2 Front 2015, gruppo Sram X7/X9, forcella RS Bluto, componentistica Thomson, mozzi Salsa, cerchi Surly Marge Lite 65mm,
coperture Surly Nate 3.8”, colore Orange Sparkle, taglie da XS a XL.

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Mukluk 3 2015, gruppo Sram X5/X7, forcella Bearpaw alluminio con attacchi portaborraccia o Anything Cage, componentistica Salsa, mozzi Salsa, cerchi Surly Rolling Darryl 85mm, coperture Surly Nate 3.8”,colore Artic White, taglie da XS a XL.

Blackborow: è il nuovo modello da spedizione e avventura su terreni estremi che fa del galleggiamento la sua dote principale. Con la Mukluk Salsa aveva adottato le battute dei mozzi a 170 millimetri / 135 millimetri per  posteriore e anteriore nel frattempo sono uscite gomma da 5 pollici che richiedono ancora più spazio. Quindi quest’anno viene introdotta una nuova piattaforma per pneumatico da 5 pollici denominata appunto Blackborow , dal cognome di un marinaio gallese, il più giovane della ciurma che partecipò alla sfortunata Imperial Trans-Antarctic Expedition di Shackleton. La linea Blackborow up è composta da due modelli con telai in alluminio dotati di forcellino Alternator , con mozzi posteriori da 197 x 12mm e 15 X 150 millimetri all’anteriore. La guarnitura è ottimizzata per pneumatici larghi 5″ e una  linea di catena da 76 millimetri, ottenuta grazie a un offset, scatola del movimento centrale larga 132 millimetri con standard PF41  e guarnitura Surly OD Moonlander . Questo crea uno spazio sufficiente per le gomme enormi e una linea catena corretta per trasmissioni 1X o 2X.

Esiste anche una versione speciale del Blackborow, che vale la pena menzionare anche se in prima battuta non sarà disponibile in Italia ed è la versione DS, ovvero “dinglespeed”,o doppio singlespeed, in pratica due corone e due pignoni con lo stesso numero di denti da utilizzare alternativamente. Si può quindi utilizzare il rapporto più alto per raggiungere il sentiero, quello inferiore per affrontare i sentieri o il fuoristrada più impegnativo. Con il Blackborrow DS, l’idea è mettere frutto la semplicità della trasmissione senza cambi per poter affrontare le condizioni più impegnative senza aver paura di danneggiare i cambi. Il Blackborow DS porta l’avventura a nuove altezze utilizzando corona in acciaio inox, pignoni in acciaio inox Surly Dinglespeed, e una catena KMC Z99 Rustbuster. I due rapporti sono 30 X 18 e 26 X 22 che avendo lo stesso numero di denti in combinazione rendono il cambio di rapporto semplice sganciando e togliendo la ruota posteriore, spostando la catena, e ri-installando la ruota posteriore.

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BlackBorow 2015, con gruppo Sram X7/X9 e doppia anteriore, freni SRAM BB-7S, componentistica Thomson e Surly, mozzi Salsa, cerchi Surly Clown Shoe da 100mm, coperture Surly Lou 4.8”, colore Metallic Grey, taglie da XS a XL al prezzo di listino di € 2.599,00

Beargrease: è il “top di gamma” delle Fat Bike Salsa, disponibile con telaio in carbonio e in una nuova versione con telaio in alluminio, con geometria più race.

In Italia la Beargrease per il 2015 ha alcune novità assolute, la Beargrease Carbon K edition XX1 guadagna gli inediti cerchi in carbonio tubeless Kuroshiro Enso 685, con i leggerissimi mozzi Tune per avere un set di ruote dal peso imbattibile e tubeless!

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Il kit telaio in alluminio è affiancato invece dai nuovi cerchi Whiskey 70 millimetri di carbonio cerchi tubeless ready, mentre la  Beargrease carbon è abbinata ai cerchi Surly Marge Lite per risparmio di peso. Tutti e tre i modelli beargrease vengono forniti con la forcella Makwa Carbon. Il Beargrease adotta l’attacco diretto per il deragliatore rimovibile per una maggiore pulizia, rendendolo più leggero in caso di trasmissione 1X . Mentre i telai in carbonio sono dotati di battuta posteriore da 177 x 12mm, il modello in alluminio mantiene invece lo sgancio rapido. Il supporto freno posteriore non è un post mount, come con i modelli in carbonio, ma è ancora possibile montare un rotore posteriore da 140 millimetri.

 Beargrease Carbon, frameset in carbonio, colore Orange Fade, taglie dalla S a XL  al prezzo 1.999,00

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Beargrease AL 2015, modulo composto da telaio, forcella Salsa Makwa in carbonio, ruote su mozzi Salsa e cerchi Whisky n°9
Carbon, coperture 45NRTH Husker-Du, colore Bomb Pop Blue, taglie da S a XL  al prezzo di listino di 2.499,00

Beargrease Carbon 2015 K-Edition, gruppo Sram XX1, componentistica Thomson, cerchi Kuroshiro Enso 685, mozzi Tune, coperture
45NRTH Husker-Du, colore Orange Fade, taglie da S a XL al prezzo di 5.899,00

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Beargrease Carbon 2015, gruppo Sram X1, forcella Salsa in carbonio, mozzi Salsa, cerchi Surly Marge Lite 65mm, coperture 45NRTH
Dillinger, colore Arctic White, taglie da S a XL  al prezzo di 2.999,00.

 

 

 

SURLY ECR

Primo contatto Surly ECR

6 novembre 2013   NewsSurly

Con Perse alla scoperta della nuova 29+ predisposta per i viaggi fuoristrada

Foto by Claudio Persegani

 

Con la mia Surly Ogre mi trovo lungo gli Appennini, alle prese con un sentiero sconnesso, e mentalmente sfoglio il catalogo sempre più ricco di Surly Bikes. Per il 2014 hanno presentato un nuovo modello da touring, l’ECR, con ruote da 29 pollici e copertoni maggiorati dal gran volume (le chiamano 29 +, come la Krampus). La sigla ECR è l’acronimo di Escape Common Routine e penso che potrebbe essere la bici ideale per il tipo di avventure che mi piace fare. Dopo aver usato con soddisfazione il Krampus, per i miei giri in montagna avrei voglia di ruote grasse anche per il touring che sono solito fare: quello con poco asfalto e tanto sterrato.
Surly Ogre, poi Krampus ed ora ECR; le menti geniali che stanno dietro al marchio Surly conoscono in anticipo quello che l’appassionato un po’ nerd di bike-packing e dell’esplorazione, finirà per desiderare.

Foto by Dario Gnali

Il problema è che ho già fin troppe bici in garage e dopo aver visualizzato per un momento la mia nuova creatura, accantono il nuovo progetto e cerco di pensare ad altro.
Un altro pezzo di discesa, con la bici che subisce il fondo sassoso, ed io che incasso i colpi meglio che posso; ed infine arriva la pizzicatura della camera d’aria anteriore. Il flash di prima si ripropone con ancor più forza e attorno al telaio incominciano a materializzarsi tutti i vari componenti: il cambio nel mozzo Rohloff, pipa e reggisella Thomson… etc etc.  Non resta che farla davvero.

Terminato il mio viaggio estivo, seduto davanti al computer incomincio ad inviare mail, ad informarmi sulla disponibilità ed i costi del telaio, che grazie a Raceware arriva in tempo per una piccola avventura che avevo in programma per il ponte del 1 Novembre.
L’ECR si presenta di un colore più marrone che verde, perfettamente abbinabile all’anodizzazione rossa dei componenti che ho già in garage ed il risultato finale appaga anche l’occhio. Nel momento in cui alla bici fisso le borse Revelate Design, l’opera può dirsi conclusa. Sui lati della forcella posiziono i portaborraccia, dove eventualmente potrebbero essere messi dei Salsa Anything Cage con delle piccole borse stagne. Qui le borracce non sono al riparo dalla sporcizia sollevata dalla ruota anteriore, ma sulla bici è un po’ così ovunque ed io trovo piuttosto comodo averle a portata di mano in posizione avanzata rispetto al triangolo del telaio.

Foto by Dario Gnali

Per questa volta non avrò bisogno della tenda e del sacco a pelo per cui non monto la borsa a manubrio, e avrò modo di testare la nuova bici per il momento in assetto “light”. Visti i copertoni da 3 pollici, uno che non ha mai provato questo tipo di MTB, si aspetterebbe chissà quale attrito su asfalto, invece la bici scorre piacevolmente anche sui terreni compatti, e non si ha per nulla la sensazione di faticare di più rispetto ad una normale mountain bike. Inoltre l’utilizzatore di questo tipo di biciclette non dovrebbe preoccuparsi né del peso, né dell’attrito, ma piuttosto dovrebbe essere alla ricerca di maggiore comfort, di un grip ed una capacità di superare gli ostacoli fuori dal comune.

Foto by Dario Gnali

La mia prima prova è sulle bellissime sterrate del Parco del Garda occidentale, spesso caratterizzate da un fondo smosso e a volte scavate dalla pioggia. Come previsto, l’ECR è uno spasso sia in salita che in discesa. Entusiasmante la grande trazione e allo stesso tempo la capacità di galleggiare sui terreni più dissestati, nelle situazioni in cui anche una MTB da 29 pollici, seppur gommata generosamente può andare in crisi. Addirittura si può affrontare la salita con maggiore spensieratezza, prestando meno attenzione a dove si vanno a mettere le ruote, alla ricerca del fondo migliore e alla larga dalle pietre più grosse. In sella alla Surly ECR ci si può concentrare sul panorama circostante e si può continuare la chiacchierata con i compagni di viaggio. Durante il test ho volutamente forzato un po’ la mano, sacrificandomi sul lato più sporco della carreggiata, e la sensazione è stata di onnipotenza ciclistica.

L’ECR alla guida è molto simile rispetto alla Surly Krampus anche perché sono minime le differenze geometriche tra le due bici, e preferisco sorvolare sui dettagli tecnici quando il risultato finale è una guida piacevole e sincera su tutti i tipi di terreno.

Foto by Dario Gnali

L’inerzia delle ruote si avverte ad una certa velocità, soprattutto su asfalto, nei cambi di direzione, quando è il momento di impostare la curva. In queste occasioni si viene portati verso l’esterno, ma il lieve disagio è solo una questione di abitudine al mezzo e alle sue ruotone, su un terreno che poco ha a che vedere con una bici come questa. Nei single tracks è divertente ed efficace pur mantenendo una certa dose di goffaggine, che è inevitabile riscontrare in una bici così, soprattutto quando attrezzata e carica per l’avventura.

 Rispetto alla Ogre c’è un sacco di comfort in più sullo sconnesso grazie all’effetto ammortizzante delle Knard 29×3 e nell’ottica di un lungo viaggio, con la bicicletta carica dei bagagli, questo fattore non è sicuramente di poco conto.

 Come la Surly Ogre, l’ECR è dotato dei forcellini orizzontali universali sui quali si possono fissare diversi tipi di cambio, incluso il Rohloff, senza dover utilizzare particolari adattatori. Sul telaio sono presenti tutti i possibili ancoraggi per le guaine di cambio e freni, per i portapacchi, le borracce ed i parafanghi, in modo da rendere il prodotto il più versatile possibile. La battuta dei mozzi è quella standard delle mountain bike, è compatibile con le serie sterzo da 1-1/8” e la scatola del movimento centrale è da 73mm con filetto inglese.

 Non è una fatbike, è qualcosa d’altro ancora, qualcosa di ancora diverso che mi ha incuriosito fin dalla prima foto trapelata su internet. Ora finalmente le foto sono le mie, e ho l’occasione di pedalare la mia nuova Surly ECR, sperando che le occasioni non manchino.

Qui altre foto del giro, grazie a Dario Gnalihttp://www.flickr.com/photos/dariognali/sets/72157637341180285/