Aggiornamenti per le Mukluk 2014

Le Mukluk 2014 come quella della foto (quelle vendute per esempio a Natale del 2013) sono già tutte predisposte per essere usate con la Bluto.
Insomma, la novità di un telaio Fat predisposto per l’ammortizzata Rockshox è una novità dell’anno scorso.
Stesso vale per Mukluk Ti e per Beargrease carbon.
Come prevedibile Salsa e Surly avevano già le specifiche da più di un anno.

salsa

SURLY ECR

Primo contatto Surly ECR

6 novembre 2013   NewsSurly

Con Perse alla scoperta della nuova 29+ predisposta per i viaggi fuoristrada

Foto by Claudio Persegani

 

Con la mia Surly Ogre mi trovo lungo gli Appennini, alle prese con un sentiero sconnesso, e mentalmente sfoglio il catalogo sempre più ricco di Surly Bikes. Per il 2014 hanno presentato un nuovo modello da touring, l’ECR, con ruote da 29 pollici e copertoni maggiorati dal gran volume (le chiamano 29 +, come la Krampus). La sigla ECR è l’acronimo di Escape Common Routine e penso che potrebbe essere la bici ideale per il tipo di avventure che mi piace fare. Dopo aver usato con soddisfazione il Krampus, per i miei giri in montagna avrei voglia di ruote grasse anche per il touring che sono solito fare: quello con poco asfalto e tanto sterrato.
Surly Ogre, poi Krampus ed ora ECR; le menti geniali che stanno dietro al marchio Surly conoscono in anticipo quello che l’appassionato un po’ nerd di bike-packing e dell’esplorazione, finirà per desiderare.

Foto by Dario Gnali

Il problema è che ho già fin troppe bici in garage e dopo aver visualizzato per un momento la mia nuova creatura, accantono il nuovo progetto e cerco di pensare ad altro.
Un altro pezzo di discesa, con la bici che subisce il fondo sassoso, ed io che incasso i colpi meglio che posso; ed infine arriva la pizzicatura della camera d’aria anteriore. Il flash di prima si ripropone con ancor più forza e attorno al telaio incominciano a materializzarsi tutti i vari componenti: il cambio nel mozzo Rohloff, pipa e reggisella Thomson… etc etc.  Non resta che farla davvero.

Terminato il mio viaggio estivo, seduto davanti al computer incomincio ad inviare mail, ad informarmi sulla disponibilità ed i costi del telaio, che grazie a Raceware arriva in tempo per una piccola avventura che avevo in programma per il ponte del 1 Novembre.
L’ECR si presenta di un colore più marrone che verde, perfettamente abbinabile all’anodizzazione rossa dei componenti che ho già in garage ed il risultato finale appaga anche l’occhio. Nel momento in cui alla bici fisso le borse Revelate Design, l’opera può dirsi conclusa. Sui lati della forcella posiziono i portaborraccia, dove eventualmente potrebbero essere messi dei Salsa Anything Cage con delle piccole borse stagne. Qui le borracce non sono al riparo dalla sporcizia sollevata dalla ruota anteriore, ma sulla bici è un po’ così ovunque ed io trovo piuttosto comodo averle a portata di mano in posizione avanzata rispetto al triangolo del telaio.

Foto by Dario Gnali

Per questa volta non avrò bisogno della tenda e del sacco a pelo per cui non monto la borsa a manubrio, e avrò modo di testare la nuova bici per il momento in assetto “light”. Visti i copertoni da 3 pollici, uno che non ha mai provato questo tipo di MTB, si aspetterebbe chissà quale attrito su asfalto, invece la bici scorre piacevolmente anche sui terreni compatti, e non si ha per nulla la sensazione di faticare di più rispetto ad una normale mountain bike. Inoltre l’utilizzatore di questo tipo di biciclette non dovrebbe preoccuparsi né del peso, né dell’attrito, ma piuttosto dovrebbe essere alla ricerca di maggiore comfort, di un grip ed una capacità di superare gli ostacoli fuori dal comune.

Foto by Dario Gnali

La mia prima prova è sulle bellissime sterrate del Parco del Garda occidentale, spesso caratterizzate da un fondo smosso e a volte scavate dalla pioggia. Come previsto, l’ECR è uno spasso sia in salita che in discesa. Entusiasmante la grande trazione e allo stesso tempo la capacità di galleggiare sui terreni più dissestati, nelle situazioni in cui anche una MTB da 29 pollici, seppur gommata generosamente può andare in crisi. Addirittura si può affrontare la salita con maggiore spensieratezza, prestando meno attenzione a dove si vanno a mettere le ruote, alla ricerca del fondo migliore e alla larga dalle pietre più grosse. In sella alla Surly ECR ci si può concentrare sul panorama circostante e si può continuare la chiacchierata con i compagni di viaggio. Durante il test ho volutamente forzato un po’ la mano, sacrificandomi sul lato più sporco della carreggiata, e la sensazione è stata di onnipotenza ciclistica.

L’ECR alla guida è molto simile rispetto alla Surly Krampus anche perché sono minime le differenze geometriche tra le due bici, e preferisco sorvolare sui dettagli tecnici quando il risultato finale è una guida piacevole e sincera su tutti i tipi di terreno.

Foto by Dario Gnali

L’inerzia delle ruote si avverte ad una certa velocità, soprattutto su asfalto, nei cambi di direzione, quando è il momento di impostare la curva. In queste occasioni si viene portati verso l’esterno, ma il lieve disagio è solo una questione di abitudine al mezzo e alle sue ruotone, su un terreno che poco ha a che vedere con una bici come questa. Nei single tracks è divertente ed efficace pur mantenendo una certa dose di goffaggine, che è inevitabile riscontrare in una bici così, soprattutto quando attrezzata e carica per l’avventura.

 Rispetto alla Ogre c’è un sacco di comfort in più sullo sconnesso grazie all’effetto ammortizzante delle Knard 29×3 e nell’ottica di un lungo viaggio, con la bicicletta carica dei bagagli, questo fattore non è sicuramente di poco conto.

 Come la Surly Ogre, l’ECR è dotato dei forcellini orizzontali universali sui quali si possono fissare diversi tipi di cambio, incluso il Rohloff, senza dover utilizzare particolari adattatori. Sul telaio sono presenti tutti i possibili ancoraggi per le guaine di cambio e freni, per i portapacchi, le borracce ed i parafanghi, in modo da rendere il prodotto il più versatile possibile. La battuta dei mozzi è quella standard delle mountain bike, è compatibile con le serie sterzo da 1-1/8” e la scatola del movimento centrale è da 73mm con filetto inglese.

 Non è una fatbike, è qualcosa d’altro ancora, qualcosa di ancora diverso che mi ha incuriosito fin dalla prima foto trapelata su internet. Ora finalmente le foto sono le mie, e ho l’occasione di pedalare la mia nuova Surly ECR, sperando che le occasioni non manchino.

Qui altre foto del giro, grazie a Dario Gnalihttp://www.flickr.com/photos/dariognali/sets/72157637341180285/